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Economia - Mercoledì 18 aprile Il segretario della Cgil chiuderà i lavori della due giorni per il 65esimo anniversario della strage di Portella della Ginestra

Susanna Camusso a Viterbo

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Susanna Camusso

Susanna Camusso

Riceviamo e pubblichiamo – Susanna Camusso a Viterbo.

La segretaria generale della Cgil chiuderà la due giorni intitolata “L’Italia repubblicana, la strage di Portella della Ginestra e il processo di Viterbo: politica, memoria, uso pubblico della storia”, che si terrà martedì 17 aprile e mercoledì 18 all’interno del convento dei Carmelitani Scalzi in piazza Fontana Grande.

Un appuntamento organizzato dall’Archivio di Stato, in collaborazione con l’Università degli Studi della Tuscia e la Fondazione Di Vittorio (tra gli scopi la conoscenza, la divulgazione e l’approfondimento della storia della Cgil), in occasione del 65esimo anniversario della strage di Portella della Ginestra.

E’ il primo grande mistero dell’Italia repubblicana. La strage di Portella della Ginestra avvenne il primo maggio del 1947, nei pressi della Piana degli Albanesi, vicino Palermo, durante la Festa del Lavoro. Alcuni banditi spararono sulla folla e uccisero 11 persone, ferendone più di 30. I colpi – si seppe solo in seguito – furono sparati da Salvatore Giuliano, il leggendario bandito di Montelepre, protagonista del dopoguerra criminale in Sicilia e dalla sua banda. Non si è mai saputo, invece, il movente di quell’eccidio, chi lo abbia ordinato e chi abbia coperto le indagini successive.

Girolamo Li Causi, primo segretario del Pci siciliano sostenne che il bandito Giuliano fu solo l’esecutore materiale della strage mentre i mandanti sarebbero stati i mafiosi e gli agrari che vollero lanciare un messaggio subito dopo la vittoria del Blocco del Popolo alle elezioni regionali del 20 aprile 1947.

Al contrario l’allora Ministro degli Interni Mario Scelba sostenne, in un intervento all’Assemblea Costituente, che bisognava ritenere quell’episodio circoscritto alla banda di Giuliano e non legato a finalità politiche o terroristiche. Fu proprio il suo braccio destro, Gaspare Pisciotta, a porre fine alla vita di Giuliano (accusando il Ministro Mario Scelba di esserne il committente). L’attentato a Giuliano si compì il 5 luglio del 1950 a Castelvetrano, dove il bandito si era recato attratto da Gaspare Pisciotta.

La morte del bandito Giuliano avvenne mentre nel tribunale di Viterbo era in corso il dibattimento di primo grado (il processo, dapprima istruito a Palermo, venne poi spostato nel capoluogo della Tuscia) per i fatti di Portella della Ginestra. Iniziato nel giugno del 1950, quel processo si concluse nel 1952, dopo 217 udienze. Gli imputati furono 31, divisi in due gabbie diverse: una per i picciotti, una per i veri componenti della banda. I primi vennero assolti per aver commesso la strage in stato di soggezione, gli altri vennero condannati all’ergastolo.

“La due giorni – spiega Miranda Perinelli, segretario della Cgil di Viterbo – si terrà proprio nella stanza dell’ex tribunale in cui si tenne il processo. La Cgil ha aderito alla manifestazione a tutti i livelli, locale, regionale e nazionale, perché convinta che questo appuntamento con la memoria sia fondamentale per non dimenticare quanto il movimento contadino ha pagato nel corso degli anni per ottenere il riconoscimento di diritti sacri.

La strage di Portella della Ginestra ha modificato la storia della Repubblica italiana. Siamo di fronte a un evento su cui ancora non è stata fatta luce: nel corso degli anni la pista di un coinvolgimento degli americani contro il pericolo di vittoria del comunismo in Sicilia si è affievolita. Ha trovato sempre più riscontri, invece, la teoria del complotto tra mafia e Stato per difendere i privilegi e lo status quo della società siciliana dell’epoca”.

Una vicenda molto attuale, quindi, soprattutto per i legami tra Stato e mafia su cui ancora oggi si discute.

La giornata di martedì 17 inizierà alle 9,30 e sarà dedicata alle scuole. Tra gli ospiti, Placido Rizzotto, nipote dell’omonimo sindacalista ucciso a Corleone nel marzo del 1948 dalla mafia per il suo impegno a favore del movimento contadino per l’occupazione delle terre e i cui resti sono stati rinvenuti solo a marzo di quest’anno in una foiba di Roccabusambra, a Corleone.

Mercoledì 18, invece, la giornata di studio – inizio alle 9,30 – sarà presieduta da Lorenzo Mazzoli, (segretario generale della Funzione pubblica della Cgil di Roma e Lazio). Il progetto della due giorni sarà presentato da Manuela Claudiani dell’Archivio di Stato di Viterbo. Parteciperanno, tra gli altri, oltre a Miranda Perinelli, Claudio di Berardino (segretario regionale della Cgil di Roma e Lazio), Marco Nicosia (testimone dei fatti di Portella), Francesco Rosi ( regista), Augusto Goletti (Archivio di Stato di Viterbo), Sergio Flamigni (Centro documentazione Archivio Flamigni), Massimo Piermattei (Università della Tuscia), Jolanda Bufalini, (giornalista del quotidiano l’Unità).

Sempre mercoledì alle 15, 30 si terrà l’inaugurazione della mostra multimediale “Politica, memoria, uso pubblico della storia (1947-2012)” a cura di Sante Cruciani, Maria Paola Del Rossi, Edmondo Montali. Le conclusioni saranno di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil.

Cgil Viterbo


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14 aprile, 2012

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