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Viterbo - Riforma Del Rio - La spesa del personale passerà da circa 14 milioni a 7, i dipendenti da 355 a 183 - Entro il 31 marzo le liste con i nomi dei lavoratori in mobilità o da ricollocare

Provincia 172 esuberi, inizia lo smantellamento

di Maria Letizia Riganelli
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Palazzo Gentili sede della Provincia

Palazzo Gentili sede della Provincia 

Viterbo – Centosettantadue. Tanti sono i dipendenti della provincia in esubero. Almeno in base ai calcoli effettuati con la riforma Del Rio, che vuole per gli enti di secondo livello la metà della spesa del personale e quindi la metà dei dipendenti.

Al momento della ricognizione della pianta organica, l’8 aprile 2014, a Palazzo Gentili c’erano 355 dipendenti. Il 27 febbraio scorso, proprio per dare corso alla riforma, è stata pubblicata la delibera che va a dimezzare i fondi per il personale e il numero dei dipendenti.

Entro poco tempo si dovrà necessariamente tagliare almeno del 50% la spesa del personale che dovrà passare da circa 13 milioni 745mila euro a 6milioni ottocentosettanduemila euro.

Per tagliare così drasticamente, i dirigenti di via Saffi hanno applicato alla lettera le leggi. Innanzitutto sono andati a contare quanti dipendenti sono andati in pensione o si sono trasferiti in altre sedi dall’8 febbraio 2014. Giorno in cui il settore delle risorse umane ha lavorato alla dotazione organica dell’ente. Hanno lasciato Palazzo Gentili 13 dipendenti per un risparmio di quasi 600mila euro.

La cifra sale notevolmente calcolando quelli che lasceranno la provincia in virtù del prepensionamento. Una norma della spending review concede infatti il prepensionamento per il personale statale in esubero che risponda a determinati requisiti (quelli della riforma Fornero). A Palazzo Gentili godranno del riposo anticipato in 60, facendo risparmiare all’ente 2milioni e 620mila euro.

Ma a lasciare palazzo Gentili non saranno solo i lavoratori prossimi alla pensione. Una buona fetta andrà in modalità ricollocamento.

In questa grande famiglia rientrano tutti coloro che finora hanno lavorato per settori che la provincia non gestirà più. Secondo la ricognizione del settore delle risorse umane sono circa 34 i dipendenti che fanno capo a funzioni non più fondamentali. Trentaquattro dipendenti che faranno risparmiare circa un milione e trecentomila euro.

Storia particolare è invece quella dei 38 dei centri per l’impiego e dei 26 della polizia provinciale. In questi due casi specifici i dipendenti vengono tolti dalle spese vive della Provincia perché le funzioni passeranno allo stato. Nello specifico nel Jobs act di Matteo Renzi è prevista la creazione di un’agenzia nazionale dell’impiego e quindi i dipendenti del settore potrebbero essere inglobati dall’agenzia. Stessa storia per la polizia provinciale che secondo i disegni del governo sarà inglobata in un unico corpo di polizia.

Tutto fin’ora disegnato a matita. Cancellabile con un colpo di gomma.

Queste due categorie di dipendenti, secondo i calcoli, faranno risparmiare alle casse della Provincia oltre due milioni di euro. Per quanto riguarda invece la possibilità di mobilità intercompartimentale volontaria, l’adesione tra i dipendenti di via Saffi non è stata altissima. Solo uno infatti ha partecipato al bando per trasferirsi volontariamente agli uffici giudiziari. Per un risparmio di circa 46mila euro.

Calcolatrice alla mano a palazzo Gentili rimarrebbero 183 unità di personale per una spesa complessiva di 6milioni 676mila euro, e un risparmio del 51,4%. Meglio di quanto richiesto dalla legge Del Rio.

Ma per i dirigenti e i politici i compiti non sono finiti. La prossima scadenza nella riforma delle province è il 31 marzo (anche se si vocifera una proroga al 30 giugno). Per quella data ai numeri appena elencati bisognerà dare un nome e un cognome. Probabilmente sarà la parte più difficile dell’operazione.

L’ente di via Saffi dovrà presentare la dotazione organica del personale per lo svolgimento delle funzioni fondamentali e il relativo elenco con nomi e incarichi. Sempre per fine mese dovrà essere pronto anche l’elenco del personale che sarà collocato a riposo entro il 31 dicembre 2016 e la lista dei dipendi in esubero distinti in relazione alle diverse procedure di mobilità.

L’inizio della fine è già iniziato.


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9 marzo, 2015

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