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    JazzUp winter, è la volta dei Seven Sins

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      – Una nuova serata per JazzUp dinner, la rubrica itinerante organizzata dal marchio JazzUp (www.jazzupchannel.it) che punta a sostenere giovani musicisti e soggetti impegnati nella promozione delle eccellenze enogastronomiche espresse dal territorio.

      Una serie di appuntamenti previsti nei luoghi d’incontro più comuni (locali, enoteche, cinema, librerie del Lazio) di questo imminente inverno. Il 3 dicembre prossimo, quindi, appuntamento da Fiorò sul Lago di Vico con i Seven sins dixieland orchestra. Sette musicisti impegnati nel divertente e colto repertorio del dixieland. Ma soprattutto che utilizzano i rarissimi arrangiamenti originali dell’epoca suonando nel più puro stile dixieland, all’insegna di una rigorosa ricerca musicale: vecchi brani storici come Hello Dolly e American Patrol e musiche simbolo del periodo New Orleans come When the Saints go marchin.

      Due ore dense di musica, per uno spettacolo divertente e dinamico in cui siviene guidati alla scoperta del canto della tromba, dei glissati del clarinetto, dei contrappunti di trombone e sassofono e della forza della sezione ritmica. Ricordiamo la line up: Fabrizio Leonetti al clarinetto, Alessandro Di Bonaventura alla tromba, Riccardo Maggitti al sax tenore; Francesco Di Giulio al trombone; Marco Di Giammarco – tuba; Remo Leonzi alla chitarra; Elvis Di Natale alla batteria.

      Il JazzuP continua così in queste originali proposte che coniugano creatività musicale ed enogastronomica in perfetto stile made in Italy. Marchio di qualità del jazz italiano ed internazionale, JazzUp si sta da tempo connotando per l’intuizione e la qualità delle proprie scelte artistiche, oltre che per il sostegno nei confronti delle nuove giovani proposte.

      Ed è stato così capace di alternare con coraggio personaggi come Billy Cobham, Richard Galliano, Enrico Rava, Gino Paoli, Fabio Concato, ma anche Gnu Quartett e Rapahel Gualazzi. Un Festival e un marchio di qualità per appuntamenti culturali che hanno dimostrato di piacere al pubblico e alla critica, con il supporto anche di personaggi come Greg Burk, interessantissimo pianista e compositore di Detroit che attualmente sta dicendo una parola piuttosto significativa nel panorama internazionale del jazz e a cui il JazzUp ha affidato la direzioneartistica della sezione New generation.


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