– Non ce l’hanno con Aldo Fabbrini, ma in un partito le regole vanno rispettate.
Spiega così il ricorso presentato contro l’elezione del presidente provinciale Pd, Patrizia Berlenghini, tra i sedici democratici che fanno capo alle due mozioni Leonori e Bachelet e che hanno sottoscritto il documento in cui chiedono d’azzerare tutto, perché Fabbrini non poteva essere eletto. Non fa parte dell’assemblea provinciale.
“Vorremmo dire a tutti – osserva Patrizia Berlenghini – che non si tratta di un gesto contro Fabbrini, persona che gode di tutta la nostra stima e di tutto il nostro affetto. Però nel partito le regole vanno rispettate.
Noi abbiamo lavorato nella massima trasparenza e in modo corretto. Come minoranza abbiamo sopportato anche alcune situazioni in fase di tesseramento delle primarie e non solo. Noi non ce l’abbiamo con nessuno”.
Seppure: “In questo periodo – prosegue Patrizia Berlenghini – nessuno si è mai preoccupato di contattarci, aprire con noi un confronto.
Dopo attente verifiche siamo arrivati alla decisione, che comunque è stata sofferta. Ma serve un partito vero.
Ci sono situazioni dentro il Partito democratico che vanno risolte. Trasparenza, legalità e regole precise sono punti imprescindibili per noi”.
Giuseppe Ferlicca
