– “Piuttosto che applicare l’Imu, preferirei cadere sull’Itet”.
La discussione è ancora sulla cubatura spostata dalle Zitelle al Barco e al suo prossimo passaggio in consiglio comunale, ma il sindaco Giulio Marini ci abbina la tanto odiata tassa sulla casa e se in consiglio la discussa pratica non dovesse passare, ci sarebbe almeno un risvolto positivo per il primo cittadino.
“Non applicherei questa tassa – spiega Marini – che io alla Camera non ho votato. Non la voglio applicare e se mi si dovesse presentare una scappatoia, la prenderei”.
Questo significherebbe che nel caso in cui la pratica Itet dovesse essere bocciata dal consiglio comunale, Marini si dimetterebbe. Così non sarebbe lui a ratificare l’Imu.
“Le ipotesi sono tante – precisa Marini – c’è anche questa. Prima bisogna arrivarci alla votazione”. E non sarà semplice.
Le prossime sedute sono state convocate per il 12 e 17 aprile, nel frattempo sono sopraggiunte alcune novità. La lettera della Soprintendenza in cui si segnala su richiesta di Alvaro Ricci (Pd) la possibile presenza di reperti al Barco, dove si vorrebbero spostare i 90mila metri cubi.
“Dobbiamo approfondire – sostiene il sindaco – è atipico che ci sia una lettera indirizzata a un consigliere.
L’amministrazione lavora per atti ufficiali. Dobbiamo capire come s’inserisce nel processo amministrativo”.
In teoria per Marini si potrebbe andare avanti. “Farò accertamenti con gli uffici – sostiene il primo cittadino – ma questo aspetto riguarda la conferenza dei servizi ed è successivo all’approvazione da parte del consiglio comunale.
L’autorizzazione arriva dopo, sono previste tutte le procedure per opere del genere, a partire dalla Vas”.
Comunque il sindaco si dice sereno. “Non mi sconvolge più di tanto l’esito finale – precisa Marini – è una pratica amministrativa che arriva in consiglio comunale, così com’è una pratica, anche questa che devo portare, quella relativa all’Imu”. Atti dovuti, con possibili risvolti imprevisti.
Giuseppe Ferlicca
