– Insediamenti, sepolcri e presenze archeologiche al Barco: i 90mila metri cubi della lottizzazione Itet potrebbero andare in coccetti.
L’area sarebbe tutt’altro che libera da insediamenti archeologici, aggiungendo dubbi a dubbi sul trasferimento della cubatura dalle Zitelle, trasformandola da turistica a residenziale.
La risposta della Soprintendenza alla lettera inviata dal vicecapogruppo Pd Alvaro Ricci lascia poco spazio all’immaginazione.
“Come già riferito – scrivono il soprintendente Alfonsina Russo e il responsabile del procedimento Valeria D’Atri – si segnala la pubblicazione dell’università della Tuscia, del secondo volume della carta archeologica di Viterbo che include l’area in argomento, nella quale sono indicati alcuni punti di rilevamento di presenze archeologiche di superficie”.
La Soprintendenza si spinge anche oltre nei dettagli. “Le testimonianze archeologiche riconosciute – si legge ancora nella lettera – sembrano rilevare una frequentazione dell’area dalla protostoria sino all’epoca arcaica, in forme insediative, anche a carattere sepolcrale”.
Per essere più precisi, fa notare la Soprintendenza, occorrerebbero indagini di scavo mirate, dal momento che finora le informazioni sono state ottenute attraverso recuperi occasionali e notizie ricavate dalla bibliografia disponibile.
Ma tanto basta per capire come l’intera area sotto il profilo archeologico sia tutt’altro che priva d’interesse. Insomma, un’altra tegola che cade sulla travagliata vicenda Itet. Che si somma al no della minoranza allo spostamento della cubatura e a più di un dissenso nella stessa maggioranza.
Nel centrodestra finora ci sono almeno cinque no certi, i tre della Lega Federalista e i due della Destra. Ma pure dal Pdl c’è chi è pronto a dire no.
A conti fatti, chi si prenderà il rischio di riportare la pratica in consiglio comunale?
Giuseppe Ferlicca
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