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Museo, ma quale degrado?

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Riceviamo e pubblichiamo –  Così dopo aver segnalato “le incredibili lungaggini per l’inizio dei lavori di ristrutturazione del teatro dell’Unione” dovuti alla mancanza dei necessari permessi da parte dei Vigili del fuoco che non hanno consentito all’Amministrazione di poter iniziare; dopo aver attribuito al Comune le colpe dello stato della necropoli di Norchia, dove l’amministrazione non può intervenire non facendo parte questa del suo patrimonio; dopo aver fatto un giro turistico alla torre della Bella Galiana, finalmente i consiglieri Ricci e Ciambella arrivano in visita privata, talmente privata che nessuno li ha visti, e dove vanno?

Al museo civico, anzi no, nel chiostro medievale del museo, area dal 2005 interdetta a chiunque in quanto ancora cantiere, non messa in sicurezza, ancora di competenza dei lavori pubblici in quanto mancante del certificato di stabilità statica, poiché ritenuta pericolosissima e motivo del prossimo trasferimento delle collezioni, la parte etrusca al museo Etrusco di Rocca Albornoz e il resto compresa la parte pittorica al museo della Storia della città in allestimento a Valle Faul.

Un chiostro, non percorribile dalle persone, motivo che ha portato i piccioni a divenirne stabili frequentatori, così che i 43 sarcofagi sono stati ricoperti da teli e messi in sicurezza dalla ditta specializzata che aveva provveduto alla pulizia dell’area pochi mesi fa.

Il prossimo spostamento del museo e i conseguenti lavori che dovrà subire hanno prorogato il progetto già approvato dalla sovrintendenza che avrebbe impedito ai volatili di entrare nell’area.

Una visita talmente veloce che ha confuso le idee ai provetti Indiana Jones e Lara Croft facendogli vedere reperti ammucchiati ogni dove, tele accatastate qua e là e cocci etruschi ammucchiati tipo discarica.

Peccato che così non sia. In un primo momento leggendo delle incredibili gesta ho pensato che si avesse dato inizio ai lavori di trasloco dei reperti.

Neanche per sogno tutto all’interno del museo è come sempre al proprio posto, rendendo il museo civico facilmente visitabile e che non ha nulla da invidiare a musei più importanti, offrendo ai visitatori un’immagine che valorizza al meglio il patrimonio esposto di inestimabile valore.

Ma questo non conta per i due cercatori di scandalo che non hanno nemmeno messo il naso all’interno delle sale, non importa se con le loro pseudo inchieste mettono alla berlina il nome della città, non importa se le proprietà non sono del comune, non importa se il museo non si può riaprire in quanto ci sono problemi statici talmente gravi che hanno consigliato il trasferimento e obbligheranno l’amministrazione a rifare quei lavori che negli anni d’oro della Dc portarono l’allora Capo dello Stato Scalfaro e l’allora Sindaco Fioroni a inaugurare di nuovo il museo.

Non importa se in consiglio comunale avevamo già chiarito i motivi del trasloco e le sedi temporanee che avrebbero accolto i reperti.

Non importa dei progetti studiati insieme alla sovrintendenza per Rocca Albornoz o insieme alla Fondazione Carivit e all’Università per il nuovo museo della Storia della città in Valle Faul, che grazie ai 13milioni di fondi plus diventerà l’accesso turistico alla città.

L’importante è dare le colpe all’amministrazione comunale, a prescindere talvolta dalla realtà delle cose. L’importante è presentare progetti fantomatici che non verranno mai approvati, l’importante è sminuire il lavoro degli altri.

Qui non parliamo del funerale della cultura, l’unico funerale che andiamo a celebrare è quello di questa opposizione.

Enrico Maria Contardo

Assessore alla Cultura


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