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Partito democratico - Primarie del 16 febbraio - Fabio Melilli pronto alla sfida per la segreteria regionale e si fa promotore di un grande cambiamento che vuole portare a termine nel segno di Renzi

“Che bella notizia Fioroni rottamatore”

di Paola Pierdomenico
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Fabio Melilli

Fabio Melilli 

Viterbo – “Anche Fioroni è diventato rottamatore”.

Domenica 16 febbraio si vota per le primarie per la scelta del segretario regionale del Pd. Fabio Melilli, renziano della seconda ora, si fa promotore del cambiamento.

Nel derby con la Bonaccorsi, fedelissima al sindaco di Firenze, definisce unitaria la sua candidatura perché, a differenza di quella della sua avversaria, è frutto di una grande alleanza nel partito e non di logiche basate su equilibri romani.

Perché ha deciso di scendere in campo?
“La mia candidatura – dice Melilli – nasce da una riflessione che abbiamo fatto con amici, amministratori e componenti della classe dirigente per costruire un’alleanza molto larga. Dobbiamo ricostruire il partito e fare in modo che le nostre proposte diventino scelte di governo visto che siamo tornati alla guida della Regione. E’ arrivato il momento di rafforzarci come schieramento e comunità”.

Come valuta le altre candidature alle primarie?
“Una fa riferimento a Civati e l’altra ha messo insieme Fioroni e Gentiloni con un pezzo dell’area renziana. Un segno che tutti abbiamo superato i vecchi schemi del congresso”.

In sfida con lei c’è Lorenza Bonaccorsi.
“E’ una giovane deputata. Credo la sua candidatura sia frutto di una riflessione romana. Il gruppo che fa capo a Gentiloni, ultimamente, è sempre presente nelle campagne elettorali, lo è stato sia per le primarie per il sindaco di Roma, dove lui stesso era candidato, sia per le elezioni del segretario di Roma e adesso per quello regionale. Non mi sembra comunque una candidatura abbia respiro nel partito regionale”.

Si spieghi.
“E’ nata, credo, per un equilibrio delle componenti interne alla città di Roma”.

Fioroni ha espresso apprezzamento per la Bonaccorsi. Come giudica l’accordo fra renziani e l’ex ministro?
“E’ diventato rottamatore anche Fioroni, questa è una bella notizia”.

Nella corsa per la segreteria regionale c’è anche Marco Guglielmo.
“E’ espressione dell’area Civati e la sua candidatura, per me, ripete gli schemi del congresso nazionale. In definitiva e al d là di tutto, penso che dobbiamo candidarci per il Lazio con il contributo di tutti per rafforzare il nostro partito”.

Matteo Renzi è ora al centro della politica nazionale…
“Lo conosco da più di quindici anni e credo sia un amante del rischio, come dimostrano le scelte delle ultime ore. Ha insegnato a tutti che, in politica, c’è bisogno di grande velocità. Dobbiamo andare rapidi e far seguire i fatti alle parole. Il segretario ha prodotto una positiva accelerazione al sistema politico e ora spetta ai partiti dare risposte agli italiani”.

Il Pd ha commesso errori secondo lei?
“Il risultato delle elezioni non ci ha permesso di governare nel modo in cui avremmo voluto e cioè sulla base di un grande cambiamento. Ora viviamo una situazione di emergenza che non amiamo perché vorremmo un esecutivo composto da un’alleanza di centrosinistra e non certo al fianco di chi abbiamo avversato per lungo tempo”.

Qual è l’impronta che vuole dare al Pd del Lazio?
“Voglio un partito che torni a occuparsi di contenuti e che ragiona sulle questioni che incidono nella vita dei cittadini. Un partito che si ritrova e si confronta nei circoli e nei centri di aggregazione. Cittadini e imprese percepiscono la necessità di cambiamento radicale, già avviata da Nicola Zingaretti, e che noi vogliamo portare avanti”.

Ha delle priorità nel suo programma?
“Crisi economica e riforme istituzionali per ridisegnare il sistema del Lazio. Le nostre province rappresentano una grande regione e hanno bisogno di ritrovare un sentire comune con la capitale. O lo facciamo adesso o non lo faremo mai più”.

Cosa ha in mente per il Viterbese?
“L’area nord del Lazio, a cui appartengo come esponente della provincia di Rieti, ha il problema prioritario delle infrastrutture. Dobbiamo accelerare la realizzazione dei collegamenti per mettere i cittadini nelle condizioni di usufruire dei servizi. E’ necessario aprire con la regione Lazio un dialogo affinché comprenda che Viterbo, ma anche Rieti, sono province con rapporti al di fuori dei confini, con la Toscana e l’Umbria e che quindi vanno valorizzate. Non dobbiamo perdere i finanziamenti europei per le aree interne del nostro paese, anzi su quello dovremmo lavorare per concentrare le risorse nei settori che rappresentano un volano per lo sviluppo economico”.

Sulla sanità, invece?
“C’è da fare tutto. Quello che ereditiamo in regione dà il senso del fallimento delle classi dirigenti. Il diritto alla salute è identico per chi abita al centro di Roma e per chi sta sull’isola di Ponza. Zingaretti sta avviando un percorso di riavvicinamento della sanità al territorio, ma il lavoro è duro. Incontreremo molti ostacoli e vanno riviste le spese. Il Pd comunque sosterrà le scelte della giunta regionale”.

Perché dovrebbero votarla?
“Perché la mia candidatura è l’unica che mette insieme città e regione – conclude Melilli -. Un’unità di cui il partito ha bisogno”.

Paola Pierdomenico


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15 febbraio, 2014

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