– “Dobbiamo guardare la società italiana da una prospettiva diversa. Dobbiamo guardarla dalla parte dei più deboli. È da qui che dobbiamo ripartire per ricominciare ad essere quella forza del cambiamento che siamo sempre stati. Un lavoro che è al tempo stesso politico e culturale”.
A dirlo è stato Andrea Egidi, segretario provinciale del partito democratico di Viterbo, nel corso della presentazione del libro di Matteo Orfini, “Con le nostre parole. Sinistra, democrazia, uguaglianza”, svoltasi ieri a Civita Castellana nell’ambito della festa democratica dell’Unità in corso fino al 9 settembre.
Assieme all’autore e ad Egidi, ad intervenire anche il Rettore dell’Università degli Studi della Tuscia, Marco Mancini, Pierluigi Bianchi della Segreteria provinciale del Pd, e Raniero Brunelli del Pd di Civita Castellana.
“Cambiare la foto di famiglia del partito – ha poi aggiunto Egidi – non significa farlo a colpi di spugna perdendo di vista che la battaglia va fatta soprattutto sul piano della trasformazione del paese”.
“Rimettere al centro dell’attenzione l’economia reale – ha sottolineato Orfini, responsabile cultura e informazione della segreteria nazionale dei democratici – E ciò vuol dire lavoro e impresa. Si deve produrre ricchezza valorizzando e non penalizzando il lavoro. Il lavoro non è un problema, ma un’opportunità”.
Matteo Orfini percorre in questo libro il frantumarsi delle certezze dei cantori e dei maître à penser del dominio del mercato e della finanza, e insieme agli errori commessi della sinistra che troppo, e troppo a lungo, hanno rinunciato a costruire una visione autonoma.
Con le nostre parole è un saggio analitico e tagliente, che unisce alla critica sferzante e a una spietata analisi delle cause della crisi economica la ricerca di un orizzonte che va aldilà di un’elezione o di un congresso – un orizzonte in cui la sinistra recuperi e ricostruisca finalmente la propria autonomia, politica e culturale in primo luogo, e così possa fare di democrazia ed eguaglianza le parole del futuro.
“La prima cosa da fare – ha dichiarato Bianchi – è ripartire dal debito pubblico utilizzando parole come centrosinistra, democrazia, uguaglianza, senza supremazie ideologiche o morali per fare del Pd un partito aperto a tutti i riformismi”.
Fondamentali per il rettore Mancini gli “strumenti dell’analisi, un’analisi capace di proporre delle soluzioni. Dobbiamo riappropriarci delle grandi idee della sinistra e di una politica che sia in grado di governare anche l’economia. Il principale compito di un partito è restituire speranza e fiducia ai cittadini”.

