– La storia di L. e A. torna in aula. Inizia oggi il processo per la tratta delle due ragazze romene, attirate con la scusa di un lavoro in Italia e poi vendute e costrette a prostituirsi.
Avevano 15 e 16 anni all’epoca. Il blitz della squadra mobile del 23 marzo 2005, nel quartiere San Pellegrino e al “palazzaccio” di via Cattaneo (Viterbo), pose fine alla loro prigionia.
Adescate, comprate, in qualche caso violentate e costrette a vendersi per mantenere i loro aguzzini, L. e A. hanno trascinato a giudizio dodici persone, tra presunti gestori dell’attività di prostituzione e loro custodi e clienti. Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, riduzione in schiavitù e violenza sessuale.
Otto le condanne in primo grado, dai sei mesi agli undici anni.
Il processo di stamattina è il seguito di quello conclusosi nel febbraio 2011. Sul banco degli imputati, stavolta, ci sono C.D. e S.I., entrambi rumeni, accusati di tratta di esseri umani, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile.
In pratica, per i pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma, avrebbero portato loro L. e A. in Italia, rivendendole ad Artur Sulejmani, condannato a undici anni nell’altro processo con l’accusa di aver gestito il business della prostituzione e spartito i proventi. Su Sulejmani pende anche un’altra condanna a tre anni, sempre del tribunale di Viterbo, per aver spaccato una zuccheriera in testa a una persona, in un bar.
Dalla vendita di L. e A., convinte di andare a lavorare in una pizzeria italiana, gli attuali imputati avrebbero guadagnato 2mila euro.
Il processo, che doveva iniziare nel dicembre scorso, è già reduce da due false partenze. L’udienza di oggi dovrebbe svolgersi senza problemi, salvo imprevisti dell’ultimo secondo.
Si comincerà con i primi due testimoni dell’accusa: due poliziotti che parteciparono al blitz del marzo 2005. I testi sono in tutto quattro, tre dell’accusa e uno della difesa, rappresentata dall’avvocato Fabrizio Ballarini, che ha chiamato a deporre in aula la stessa A..
Il processo potrebbe concludersi già nel giro di tre udienze.


