Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tratta di esseri umani - I due imputati accusati di aver reclutato le ragazze, cedendole per 2mila euro a un albanese, già condannato a undici anni per averle avviate al mercato del sesso

Baby prostitute, processo al via

Condividi la notizia:

I giudici della Corte d'Assise viterbese leggono la sentenza

I giudici della Corte d’Assise Eugenio Turco e Maurizio Pacioni

Il pm Stefano D'Arma

Il pm Stefano D’Arma, pubblica accusa al processo insieme al collega Fabrizio Tucci

L'avvocato Fabrizio Ballarini

L’avvocato Fabrizio Ballarini, difensore di uno dei due imputati

La storia di L. e A. torna in aula. Inizia oggi il processo per la tratta delle due ragazze romene, attirate con la scusa di un lavoro in Italia e poi vendute e costrette a prostituirsi.

Avevano 15 e 16 anni all’epoca. Il blitz della squadra mobile del 23 marzo 2005, nel quartiere San Pellegrino e al “palazzaccio” di via Cattaneo (Viterbo), pose fine alla loro prigionia.

Adescate, comprate, in qualche caso violentate e costrette a vendersi per mantenere i loro aguzzini, L. e A. hanno trascinato a giudizio dodici persone, tra presunti gestori dell’attività di prostituzione e loro custodi e clienti. Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, riduzione in schiavitù e violenza sessuale.

Otto le condanne in primo grado, dai sei mesi agli undici anni.

Il processo di stamattina è il seguito di quello conclusosi nel febbraio 2011. Sul banco degli imputati, stavolta, ci sono C.D. e S.I., entrambi rumeni, accusati di tratta di esseri umani, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile.

In pratica, per i pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma, avrebbero portato loro L. e A. in Italia, rivendendole ad Artur Sulejmani, condannato a undici anni nell’altro processo con l’accusa di aver gestito il business della prostituzione e spartito i proventi. Su Sulejmani pende anche un’altra condanna a tre anni, sempre del tribunale di Viterbo, per aver spaccato una zuccheriera in testa a una persona, in un bar.

Dalla vendita di L. e A., convinte di andare a lavorare in una pizzeria italiana, gli attuali imputati avrebbero guadagnato 2mila euro.

Il processo, che doveva iniziare nel dicembre scorso, è già reduce da due false partenze. L’udienza di oggi dovrebbe svolgersi senza problemi, salvo imprevisti dell’ultimo secondo.

Si comincerà con i primi due testimoni dell’accusa: due poliziotti che parteciparono al blitz del marzo 2005. I testi sono in tutto quattro, tre dell’accusa e uno della difesa, rappresentata dall’avvocato Fabrizio Ballarini, che ha chiamato a deporre in aula la stessa A..

Il processo potrebbe concludersi già nel giro di tre udienze.


Condividi la notizia:
5 ottobre, 2012

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/