– Undici arrestati su dodici restano in carcere o ai domiciliari. Solo uno ha ottenuto uno sconto: l’imprenditore Angelo Anselmi, che passa dall’infermeria di Mammagialla agli arresti domiciliari.
Ha deciso così il gip di Viterbo Franca Marinelli che, in linea con il parere negativo dei pm titolari dell’inchiesta Genio e sregolatezza, ha bocciato le richieste delle difese.
Gli avvocati se lo aspettavano. Non per niente, la maggior parte di loro ha depositato giorni fa l’istanza al tribunale del Riesame, per ripresentare quelle stesse richieste già fatte al gip: scarcerazione o revoca dei domiciliari. L’udienza per discutere i ricorsi è fissata al 6 novembre.
I domiciliari ad Anselmi sarebbero stati accordati per due motivi: i problemi di salute che hanno tenuto l’imprenditore viterbese per una settimana nell’infermeria del carcere e il suo atteggiamento di collaborazione con gli inquirenti. Anselmi è l’unico che ha risposto alle domande del gip all’interrogatorio di garanzia.
L’inchiesta sugli appalti pilotati in mezza provincia, intanto, va avanti. 63 gli indagati, che potrebbero ancora aumentare. Si ipotizzano, a vario titolo, i reati di corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di segreti d’ufficio.
26 le presunte gare pilotate, per un importo complessivo di dodici milioni di euro.
Del sistema avrebbero fatto parte non solo gli otto imprenditori arrestati, ma anche – e soprattutto – i due funzionari del Genio civile Roberto Lanzi e Gabriela Annesi, insieme ad amministratori come il sindaco dimissionario di Graffignano Adriano Santori e l’assessore all’Ambiente Luciano Cardoni. Sull’innocenza di quest’ultimo, il suo avvocato è pronto a giurare.



