– Due anni e due mesi per aver pestato a sangue e ridotto ai lavori forzati le figliolette di 13 e 14 anni.
Ha patteggiato il 37enne di Farnese arrestato ad agosto per maltrattamenti in famiglia.
Da incubo lo scenario scoperto dagli agenti della squadra mobile: l’uomo avrebbe costretto le figlie adolescenti a badare a un gregge di pecore per tutto il giorno, estate e inverno.
Le ragazzine si svegliavano all’alba. Avevano appena il tempo di una breve pausa pranzo e poi tornavano al lavoro fino a sera. Quando andavano a scuola, dovevano dedicarsi ai lavori di pastorizia appena rientrate a casa, dal primo pomeriggio.
Il padre le avrebbe ripetutamente picchiate, ogni volta con un arnese diverso: cric, martelli, bastoni, chiavi inglesi, anche fino a farle svenire.
Stando alle indagini del pm Paola Conti, una volta avrebbe persino cercato di investirle. La schiavitù è finita l’estate scorsa, con l’arresto dell’uomo. Una delle due ragazzine confidò agli agenti che era meglio morire che vivere in quelle condizioni.
Dopo l’arresto, l’uomo si disse pentito e annunciò di volersi curare. Il gup Italo Ernesto Centaro ha accolto la sua istanza di patteggiamento solo per l’accusa di maltrattamenti in famiglia.
Per l’altra, di incendio doloso, il 37enne tornerà in tribunale a maggio, per essere processato con rito ordinario. Il 12 luglio scorso, infatti, avrebbe appiccato un incendio al suo podere, propagatosi per oltre venti ettari.
