Pubblichiamo la lettera di Loretta Chiavarino indirizzata, attraverso Tusciaweb, al padre Gianfranco, arrestato nell’operazione Genio e sregolatezza. Una lettera che trasuda di tenera umanità e mostra come dietro ogni fatto di cronaca ci sono uomini e donne in carne e ossa in sofferenza – E son qua, papà, a scrivere di te. E chissà poi perché… Chissà se poi leggerai queste parole o forse non le leggerai mai… Ma io le scrivo lo stesso, perché ora il cuore mi sussurra questo.
Forte, testarda e istintiva, ma così piccola e tremendamente fragile davanti ai sentimenti veri. Sono come te papà? Chissà… Ricordo da bambina ero la tua principessa. Quanti abbracci e baci mi hai donato… E io, fiera di te, ti amavo, ti sfidavo. Mi amavi e mi perdonavi.
Una figlia come me, difficile da gestire. Un uragano in piena, un oceano di emozioni racchiusi in un cuore grande. Grande come il tuo. Tu, sempre e comunque al mio fianco, non mi hai detto tante volte ti voglio bene, ma io lo sentivo, lo sento e le parole a volte sono superflue quando il cuore parla. E tu mi parlavi con il cuore, coi tuoi occhi, con quelle parole a volte dure, dure davanti a una donna che per sempre però rimarrà la tua bimba.
Grazie babbo, per ciò che sei stato, per ciò che sei e per ciò che mi hai reso. Grazie di tutto. E non scordare che per me sei e sarai un superpapà.
Loretta Chiavarino
