– Adriano Santori torna a lavoro.
Il sindaco di Graffignano resta ai domiciliari ma ha ottenuto il permesso lavorativo chiesto dal suo legale.
Da ieri mattina è potuto tornare a svolgere il suo lavoro di infermiere all’ospedale Belcolle di Viterbo.
Venerdì mattina è rimasto per più di un’ora nell’ufficio del pm Fabrizio Tucci, a ribadire ancora una volta di non aver preso un euro per gli appalti della palestra di Sipicciano, del palazzo comunale e della raccolta differenziata. Per quegli stessi appalti, e per la tangente che la procura gli contesta, Santori è finito in manette due volte, prima il 23 ottobre e poi un mese dopo.
Secondo gli inquirenti avrebbe preso una mazzetta da 6mila euro nell’appalto per il restyling del Comune e i lavori alla palestra. Nell’altro caso, invece, una percentuale tra il 5 e il 10 per centro dell’importo a base d’asta. Ovviamente in cambio dell’impegno a favorire ditte “amiche”.
Non è escluso che il suo nuovo avvocato del foro di Roma, subentrato a Enrico Mezzetti, non possa presentare a breve un’istanza di revoca dei domiciliari.
Quasi tutti gli arrestati dell’inchiesta Genio e sregolatezza sono, come Santori, ai domiciliari con permesso di lavoro. Solo il funzionario del Genio civile Roberto Lanzi, che con la sua qualifica dà il nome all’indagine, è ancora in carcere a Mammagialla.
13 arrestati per un totale di 63 indagati solo nel primo filone. L’altro è ancora sommerso e in piena evoluzione.
Con quello portante, gli inquirenti vogliono tirare le somme e andare a processo al più presto possibile col giudizio immediato. La decisione in procura è già presa. Ma l’ultima parola spetta al gip.
