![]() Lucio Matteucci |
![]() Massimo Fattorini al sit-in sui rifiuti |
(g.f.) – Dovevano bloccare i rifiuti da Roma, invece sono riusciti a bloccare soltanto l’ingresso di un’abitazione (fotogallery).
Al sit-in organizzato questa mattina, l’immondizia dalla capitale non si è vista e nemmeno i viterbesi. In compenso un camioncino dei manifestanti ha ostruito l’ingresso di un’abitazione sulla Teverina, dove era previsto il raduno.
Alle otto il ritrovo e quindi alle nove la partenza in direzione Casale Bussi. In teoria. Nella pratica, alle otto dall’altro lato della strada, dispiegamento di forze dell’ordine delle grandi occasioni e il punto di ritrovo tristemente deserto.
Un quarto d’ora dopo arrivano Lucio Matteucci e Giovanni Adami, promotori. Rimarranno desolatamente soli. I loro concittadini hanno manifestato al riparo dalla tramontana che soffiava forte. Forse rassicurati dal fatto che i camion con i rifiuti dalla capitale a Viterbo non arriveranno prima della prossima settimana.
Alla spicciolata arrivano diversi politici, l’assessore provinciale Gianmaria Santucci, un nutrito gruppo della Destra capitanato da Andrea Scaramuccia, Umberto Ciucciarelli, Maurizio Federici e Giampaolo Pasqua, il sindaco di Castiglione Luzzi, Roberto Talotta, Umberto Fusco e Massimo Fattorini, Filippo Rossi, Chiara Frontini, Bruna Rossetti di Confcooperative, Roberto Ballarotto. L’elenco si ferma qui. Ben più lungo sarebbe quello degli assenti, a cominciare dal sindaco Giulio Marini.
Alla fine una sono una sessantina o poco più le persone presenti.
“Grazie a quei pochi che hanno partecipato – spiega Lucio Matteucci, che ha organizzato l’iniziativa – dire che ci sono rimasto male è dire poco. Il sindaco Marini mi ha telefonato per dire che avrebbe garantito la sua presenza, poi si è defilato. Viterbo a mio parere non si merita niente”. Ben vengano i rifiuti da Roma. “La città si è comportata in modo freddo e distaccato”.
Tanto da arrivare a fare una provocazione: “Proporrò una petizione – dice Matteucci – per far arrivare una bella centrale nucleare sul territorio, ce lo meritiamo”. La delusione è tanta. Ma la realtà è altra cosa rispetto al virtuale. Aderire via Facebook non è la stessa cosa che farlo di persona e cinquecento adesioni a parola, tali rimangono.
Un flop che non si può attribuire a chi ha organizzato l’iniziativa. Su un argomento che scalda gli animi: i rifiuti di Roma smaltiti a Viterbo, altrove si fanno le barricate, da noi solo montagne di parole. Sarà che ormai la Tuscia è abituata a essere terra di conquista.
Così stamani la manifestazione alle 9,30 si è conclusa. Lì dov’era cominciata, senza il corteo verso Casale Bussi, ma con un’invasione di campo da parte di Casapound.
Un nutrito gruppo di ragazzi, con striscioni e bandiere prendono il sopravvento di fronte a una così scarsa presenza di manifestanti, lanciando le loro proposte sui rifiuti: per frenare l’emergenza, trasferimento all’estero per il tempo strettamente necessario a costruire nuovi impianti, a spese dei partiti che hanno amministrato negli ultimi venti anni, come riporta un loro volantino.
Casapound prende piede e fa piazza pulita di tutti gli altri, a cominciare da Roberto Ballarotto, candidato della lista civica di Nicola Zingaretti: “Sono rimasto fino a questo punto – spiega Ballarotto – ma ora vado, non voglio prendere parte a iniziative con gruppi distanti dal mio modo di vedere”.
Altri non lo dicono, ma in breve tempo scompaiono dal piazzale. Rimangono soltanto quelli della Destra.
Una mattinata da cestinare.

