– Nessuno scandalo. Ogni voto per conquistare palazzo dei Priori è buono.
La politica viterbese è in fermento, non solo per politiche e regionali, ma anche in vista delle prossime elezioni comunali e la candidatura di Leonardo Michelini. Rodolfo Gigli parla di incontri non solo con Fioroni, ma anche con Sposetti e il diretto interessato lo conferma. Si parlano e non da oggi.
“Nando lo vedo da sempre, c’incrociamo a Roma, parliamo, scambiamo idee, opinioni – precisa Sposetti – si fa non solo con chi sta dalla tua parte, ma pure fra competitor”.
Tanto più che: “Lui in questa fase è molto meno di un competitor – continua Sposetti -. Ha vissuto male la vicenda della giunta Polverini e le scelte del suo partito.
Se si possono recuperare voti, ben vengano, io non ho problemi di questo tipo”
Se i voti sono tutti buoni, non altrettanto sono i candidati. Per gli ex assessori della giunta Marini, nel Pd non c’è spazio. Parola di Ugo Sposetti.
Il parlamentare, candidato al Senato per il Partito democratico, in questo periodo gira molto il territorio e gli sono arrivate all’orecchio alcune voci.
“Siccome siamo in campagna elettorale – spiega Sposetti– magari c’è qualcuno che va dicendo agli elettori di possibili candidature in lista con il Partito democratico alle prossime comunali”.
Quindi? “Chi è stato dimissionato o chi ha lasciato o lascerà la giunta Marini prima del voto – continua Sposetti – non sarà candidato con il Pd. Un conto sono i voti e un conto sono le candidature”. Tradotto, i primi sono ben accetti, le seconde no.
L’elenco di chi ha lasciato la squadra di Marini negli ultimi mesi va da Daniele Sabatini, passando per Chiara Frontini e Sandro Zucchi, oltre a Enrico Maria Contado e Giovanni Bartoletti, questi ultimi approdati al Mir.
Ma il riferimento pare più rivolto a chi un pensiero a sinistra lo sta facendo ed è Zucchi. Poi, secondo indiscrezioni, sarebbe con un piede fuori anche Massimo Fattorini.
Sposetti però ha per tutti una soluzione: “Possono comunque mettere in piedi – osserva Sposetti – una lista dei reduci, oppure una lista degli scontenti, ma non saranno con il Pd”.
Poi tranquillizza tutti sul rischio che le primarie alla fine per una ragione o per un’altra non si terranno: “Le primarie a Viterbo – conclude – si faranno, così come è stato deciso”.
Giuseppe Ferlicca
