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Gli rubano due cartelli stradali da un cantiere

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L'imprenditore Angelo Anselmi

L'imprenditore Angelo Anselmi

– Angelo Anselmi è stato ascoltato ieri mattina al tribunale di Viterbo.

Stavolta, però, l’imprenditore coinvolto nell’operazione Genio e sregolatezza, si è presentato in aula in qualità di parte offesa.

La vicenda riguarda il presunto furto di due segnali stradali all’interno di un cantiere della ditta Anselmi avvenuto il 29 dicembre del 2010.

L’impresa di Anselmi in quel periodo stava lavorando al marciapiede rosso su strada Bagni, che faceva parte del progetto di recupero e messa in sicurezza della via Francigena, quello in seguito definito anche pista pedonabile e inserito, tra l’altro, proprio tra gli appalti dell’inchiesta Genio e sregolatezza.

“Ero in auto su strada Bagni nei pressi del mio cantiere – ha spiegato Anselmi di fronte al giudice Gaetano Mautone – quando ho visto caricare su un furgone, con cabina di guida e cassone aperto, un segnale stradale di quelli che indicano la direzione obbligatoria.

Non capendo chi fossero i due sul mezzo, anche perché non avevo operai al lavoro visto che erano in pausa per le festività natalizie, li ho seguiti e poco più avanti li ho visti fermarsi di nuovo e scendere per prendere un altro segnale, sempre dal mio cantiere. A quel punto mi sono fermato e ho chiesto spiegazioni”.

I due non hanno potuto far altro che tentare di spiegare le proprie ragioni. “Ho parlato sia con l’autista del mezzo che con il passeggero che era con lui – continua Anselmi – e hanno ammesso di aver prelevato i segnali senza permesso giustificandosi però con il fatto che stavano lavorando ad un altro cantiere poco distante e che non avevano avuto la possibilità di reperire i segnali in altro modo”.

Secondo quanto emerso dagli atti in seguito depositati per il processo, infatti, pare che i due avessero acquistato la mattina due segnali stradali, poi all’ora di pranzo, quando si sono accorti che gliene servivano altri avrebbero provato ad acquistarli, ma il negozio al quale si sono rivolti non ne aveva più a disposizione.

“Dopo averli fermati – conclude Anselmi – ho chiamato i carabinieri che sono subito intervenuti per accertare i fatti e sequestrare i segnali stradali”.

In udienza è stato ascoltato anche l’appuntato dei carabinieri che ha confermato di aver identificato i due uomini alla guida del furgone in seguito alla richiesta di intervento di Angelo Anselmi e di aver trovato sul mezzo i due segnali stradali rivendicati da Anselmi.


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