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Lavoratori schiavizzati, cercasi pm dopo Staffa

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Roberto Staffa

Prima udienza senza il pm Roberto Staffa, per il processo Kunta Sing. La vicenda giudiziaria scaturita dalla presunta riduzione in schivitù di cinque lavoratori indiani dovrà continuare con un altro magistrato. Staffa, come si ricorderà, è stato arrestato per presunte richieste di sesso in cambio di favori.

All’ex pm della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Roma si contesta di aver offerto favori in cambio di sesso. Le manette ai suoi polsi sono scattate il mese scorso dopo un’indagine di oltre un anno.

I suoi processi, ora, restano sospesi, in attesa di destinare il fascicolo ad altri magistrati.

Kunta Sing si svolge davanti ai giudici della Corte d’Assise di Roma perché di competenza della Dda. Fu Staffa a coordinare dall’inizio le indagini. Nell’estate del 2011 furono arrestati l’imprenditore di Canino L. T. e il suo intermediario indiano S. B.. L’accusa era di aver costretto cinque cittadini indiani a lavorare nella sua azienda agricola in condizioni disumane. Sottopagati e ridotti alla fame i cinque avrebbero vissuto in una stalla senza finestre né servizi igienici, con una porta per lamiera e un secchio per i bisogni.

Il processo va avanti solo per uno dei cinque. Per gli altri, che hanno accettato i risarcimenti delle difese, il capitolo è chiuso da mesi.

Manca l’ascolto degli ultimi testimoni, citati dai legali degli imputati. Ma di questa parte dovrà occuparsi un altro pubblico ministero.

Proprio per individuare il magistrato che subentrerà a Staffa, la Corte ha preso tempo. L’udienza è rinviata al 7 marzo, quando in aula sarà presente il nuovo pm.


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