![]() Una pattuglia della polizia |
– Schiavizzavano operai, primi due arresti dell’operazione “Kunta Sing”.
Nelle prime ore del pomeriggio gli agenti del commissariato di Tarquinia, coordinati dal vicequestore Riccardo Bartoli, hanno portato al carcere “Regina Coeli” di Roma i primi due imprenditori indagati per sfruttamento e riduzione in schiavitù di lavoratori indiani.
Le prove raccolte dagli investigatori, sotto la direzione del sostituto procuratore della Repubblica della direzione distrettuale antimafia Roberto Staffa, sono risultate idonee e utili ai fini della prova. Tanto che il giudice per le indagini preliminari di Roma ha applicato la misura cautelare della detenzione in carcere a carico di due imprenditori.
Si tratta di L.T. 45enne e S. B. 52enne entrambi residenti a Tarquinia.
Gravissimo il reato contestato. In base all’articolo 600 del codice penale gli imprenditori sono accusati di riduzione in schiavitù, con pene da 8 a 20 anni.
I lavoratori stranieri, secondo la polizia, erano stati soggiogati psicologicamente, costretti a lavorare anche 14 ore al giorno senza ferie o riposi, per una paga di 100 euro mensili. Abitavano in luride stalle prive di servizi igienici, fredde, e infestate da topi.
Le indagini, che proseguono, hanno portato ad altre perquisizioni e sequestri.
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