– Ho letto con attenzione la lettera del professor Vannini che merita una mia risposta.
Tralascio di approfondire la sottile distinzione che fa tra politica e buona politica e su tutte le altre questioni che ha citato nella sua prima parte che lasciano trasparire una nota leggermente polemica.
Io di politica conosco bene quella che pratico, quella dell’impegno civico, quella che mi consente di impegnarmi in questa città essendo passato attraverso un processo democratico, come persona che contribuisce, spero positivamente, al destino della mia città.
Veniamo ora al merito delle questioni che lei ha citato riguardanti l’università estrapolando una frase da una mia intervista in cui l’università era citata non in quanto tale ma come uno dei fattori che ha senz’altro contribuito a cambiare in maniera significativa il quadro sociale e culturale della città per dire che la città non è quella di quattro o cinque lustri fa e che quindi non andava interpretata con gli stessi schemi e financo con le stesse persone di allora.
Ma al di là del metodo rimane importante il dibattito.
Cosa farà Serra come sindaco per l’università?
Io sono convinto che insieme all’università potremo fare ancora meglio di quello che oggi già c’è.
Non ho la bacchetta magica e cerco di parlare il linguaggio della realtà e della verità e non sono, come noto, presidente di una potente associazione d’impresa. Finanziare o associarmi a progetti è un vanto che, quindi, non posso attribuirmi.
Sono invece interessato a tutti quei progetti di ricerca innovazione e collaborazione che producono ricadute in particolare di impresa, reddito ed occupazione.
Siamo tutti d’accordo, credo anche lei, nel dire basta a tutti quei progetti che sono un semplice scambio di favori tra enti e istituzioni e che alimentano circuiti di assoluta autoreferenzialità.
Per quanto riguarda il tema del rapporto agricoltura-università-comune (ma questo non è l’unico settore di rapporti tra comune ed università) penso, a titolo di esempio, possa essere interessante approfondire se e come il patrimonio di terreni comunali possa essere utilizzato per dare concretezza ad aziende sperimentali per prodotti e processi.
Si può ipotizzare, anche con la facoltà di economia, di misurarsi addirittura su una vera e propria intrapresa imprenditoriale.
E’ solo un cenno ma credo significativo per farle comprendere quanto tengo al tema più generale educazione-formazione e ricerca quale decisivo motore di sviluppo, di crescita e di occupazione non solo per questo territorio ma per il nostro paese.
Avrà perciò, ne stia sicuro, un interlocutore attento ed interessato a metter al centro dell’eventuale mia esperienza amministrativa questi argomenti con le premesse che prima ho accennato.
Peraltro in questi giorni, fino al 24, mi sento impegnato nel sostenere prima la vittoria di Bersani e di Zingaretti il quale ha avuto la lungimiranza di inserire nelle sue liste un importante esponente dell’università della Tuscia.
Dal 26 ci sarà tempo e modo di declinare secondo le mie sensibilità politiche il patto di programma posto a base delle primarie.
Da semplice militante del Partito democratico ritengo oggi questa la priorità.
Anche perché io, mi auguro e sto lavorando, affinché fra tre mesi la nuova amministrazione comunale possa dialogare con governi nazionali e regionali coi quali condividere obiettivi e sintonie programmatiche.
Sono convinto peraltro che anche gli altri miei competitor concordino.
Francesco Serra
