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Elezioni comunali - Andrea Vannini, docente dell'ateneo della Tuscia, replica a Francesco Serra

Michelini? Un sindaco che saprebbe sfruttare l’università

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Andrea Vannini

Andrea Vannini

Riceviamo e pubblichiamo – Un confine sottile separa la politica dalla buona politica. La politica enuncia un programma per prendere voti; la buona politica chiede voti per realizzare un programma. Badate bene che la proprietà transitiva non si applica in questo caso… il significato se pensate bene è molto diverso.

Arriviamo quindi alle “nuove” primarie (o non primarie) del Pd e dintorni. Come al solito sembra che i veri avversari siano all’interno della stessa area politica piuttosto che tra aree opposte. E’ singolare leggere sui media locali che già all’interno dell’area Pd si affilino le lame per preparare il solito massacro interno in vista delle comunali.

Ora, che si facciano o meno le primarie, ritengo che due candidati, espressione di correnti all’interno della stessa area, dovrebbero cominciare ad avere una dialettica nel momento in cui i rispettivi programmi per la gestione della città siano stati enunciati. Programmi che potrebbero essere uguali? Non lo sappiamo perché nessuno ne parla o ne ha parlato. Ma anche se fossero uguali le primarie sarebbero ancora giustificate se le strategie per raggiungere gli obiettivi in comune siano diverse. Ma nulla è noto a noi elettori o potenziali elettori.

In una intervista rilasciata da Francesco Serra a Tusciaweb, lo stesso critica aspramente il trittico Fioroni-Sposetti-Gigli che appoggerebbero la candidatura di Leonardo Michelini con l’idea di “rifondare” la Dc locale. E nel dire questo ci ricorda che siamo stanchi della vecchia politica e che siamo di fronte ad una città nuova dove c’è l’università.

Già l’università: è tipico della vecchia politica tirare in ballo istituzioni come l’università in prossimità delle elezioni come una risorsa essenziale allo sviluppo del territorio. Ma Serra lei conosce l’ateneo viterbese? E cosa significa che a Viterbo c’è l’università? Dalle sue righe si evince che una eventuale candidatura alternativa alla sua nell’area Pd non valorizzerebbe l’università? Quindi capisco che il suo programma e quello del possibile candidato Michelini esistono e sono stati già confrontati?

Personalmente non amo molto gli Stati Uniti d’America per molte ragioni, ma ritengo che il loro modo di fare le primarie sia un modello per tutti noi. I candidati cominciano a confrontarsi sui programmi e non si confrontano prima che i programmi siano stati presentati. Questo permette all’elettore di capire e scegliere in serenità tra due o più candidati di una coalizione che ha il dovere nei confronti dell’elettore stesso di essere unita e di perseguire obiettivi generali comuni anche se con strategie diverse.

Detto ciò, non so se Michelini si candiderà o meno ma personalmente rispetto il suo silenzio in attesa del giorno in cui ci farà sapere cosa ha deciso e, nel caso, presenterà, mi auguro, il suo programma per la città (il 22 febbraio?).

Se devo dare un giudizio rispetto all’attenzione che lo stesso ha avuto nei confronti dell’università come imprenditore e come presidente di Coldiretti, non può che essere del tutto positivo. Come imprenditore, nelle mia esperienza di ricercatore, è stato uno dei pochi a rischiare del suo in progetti di ricerca e sperimentazione da me coordinati, cofinanziati da ministeri e altri enti regionali, e volti al trasferimento tecnologico e sostenibilità ambientale nelle aziende.

Sempre come imprenditore ha rischiato del suo supportandoci in progetti di cooperazione in Asia e Africa. Come presidente di Coldiretti si è sempre reso disponibile a coinvolgere i suoi associati in proposte di progetto che, anche se non tutte andate a finanziamento, hanno dimostrato una piena considerazione per l’ateneo Viterbese.

Se di una cosa sono certo è che nel caso in cui una ipotetica candidatura Michelini possa arrivare al governo della città, l’ateneo viterbese godrà di piena considerazione e sarà parte integrante delle strategie di sviluppo del comune.

Ah… dimenticavo, anche Filippo Rossi, quale organizzatore di Caffeina, e al quale va la mia stima per la capacità imprenditoriale nell’ambito della cultura, ha dato spazio e considerazione all’ateneo Viterbese inserendolo con una serie di seminari di alto profilo all’interno del programma 2012. Purtroppo il governo della città non è solo Caffeina… magari fosse così.

E lei Serra che ci dice? Perché dovremmo darle il voto oltre che per la sua opposizione al trittico?

Un elettore stanco ma desideroso di poter scegliere, finalmente, non solo tra persone ma soprattutto tra programmi.

Andrea Vannini
Docente del dipartimento per l’Innovazione nei sistemi biologici agroalimentari e forestaliera dell’Università della Tuscia


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17 febbraio, 2013

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