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Orsolini: “Più che un’analisi sembra un bollettino medico”

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Mario Adduci, Giuseppe Crea, Rino Orsolini

Il presidente di Federlazio Viterbo, Rino Orsolini

Il direttore di Federlazio Viterbo, Giuseppe Crea

Mario Adduci, servizio sindacale di Federlazio

Mario Adduci, Giuseppe Crea, Rino Orsolini

(e.c.) – “Più che un’analisi congiunturale sembra il bollettino medico dello stato comatoso della nostra impresa”.

Con queste parole il presidente della Federlazio Viterbo Rino Orsolini definisce la tragica situazione delle piccole e medie imprese della provincia, nell’analisi relativa agli ultimi sei mesi del 2012.

“Non so come ne usciremo – afferma ancora -. C’è una stagnazione nei consumi, gli italiani hanno perso la fiducia e non spendono più. C’è una luce in fondo al tunnel se riusciamo a formare un governo di riforme”.

Il questionario di Federlazio è stato fatto su un campione di 350 aziende regionali aderenti alla federazione, 46 delle quali del territorio viterbese.

“I dati – spiega il direttore di Federlazio, Giuseppe Crea – sono ancora contraddittori per avere un trend preciso”.

Le indagini rilevano che nel secondo trimestre 2012 c’è una presenza di 38mila 277 imprese registrate. Così nella graduatoria regionale Viterbo è al quarto posto, seguita da Rieti (15.269), Frosinone (46.597), Latina (57.840) e Roma (456.608). Il tasso di crescita è quindi dello 0,19%,  0,15% nel Lazio e 0,24% a livello nazionale.

“Uno dei dati più negativi – sottolinea Crea – è l’andamento del settore industriale, con Viterbo che registra un tasso di crescita del – 1,1%. Inoltre, riguardo la situazione del business rispetto al primo semestre 2012, non si registrano percentuali di aumento sui livelli di produzione e di ordini”.

Aumentano al 66,7% le imprese che dichiarano una riduzione dei prodotti (rispetto al precedente 47,1%). Conseguente alla situazione della produzione il portafoglio ordini dove non viene registrato nessun aumento della domanda.

Trend negativo anche per l’esportazione verso i mercati europei, che rimane stabile allo 0,0% come nella precedente rilevazione.

“Sulla base dei dati forniti – aggiunge Crea – resta quasi invariato l’andamento dell’occupazione, con organici risultati stabili per il 66,7% delle aziende”.

“Nel secondo semestre del 2012 – dichiara Mario Adduci, servizio sindacale di Federlazio – il 21,9% degli intervistati ha dichiarato di aver attivato la procedura di Cassa integrazione Guadagni (Cig). Di queste il 56,0% ha chiesto la Cig ordinaria, il 20,0% quella straordinaria e il 24,0% la Cassa integrazione in deroga”.

A Viterbo le Cig autorizzate crescono del 33,2%, percentuale superiore al dato regionale (23,8%) e a quello nazionale (12,1%). “La Cassa integrazione – spiega Adduci – è una tutela per i lavoratori, ma anche una spia rossa per l’andamento dell’economia”.

Al primo posto tra le cause addotte dagli intervistati alla minore competitività delle aziende in Italia c’è la pressione fiscale (24,7%) seguita subito dopo dal costo del lavoro (22,3%).

“Per ridare fiducia agli italiani – spiega il presidente Orsolini – bisogna far ripartire l’economia, bisogna aumentare gli stipendi”, si devono  “incentivare le aziende che non ricorrono alla cassa integrazione e non licenziano con un premio dallo Stato”, c’è la necessità di “fermare i costi della politica” e infine di ricorrere alla “defiscalizzazione per chi compra una casa nuova”.


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