![]() La droga sequestrata nel corso dell’operazione Drum ![]() Il materiale sequestrato nel corso dell’operazione ![]() La droga sequestrata nel corso dell’operazione Drum ![]() Il capo del Nucleo investigativo Giovanni Martufi ![]() Il colonnello Gianluca Dell’Agnello ![]() Il sostituto procuratore Renzo Petroselli |
– Un giro di droga da oltre un milione di euro (fotocronaca* gli arrestati nelle Tuscia * video – * video2).
E’ il guadagno stimato dai carabinieri del comando provinciale di Viterbo a conclusione dell’operazione Drum contro lo spaccio di droga che questa mattina ha portato all’arresto di 61 persone di cui 23 nella Tuscia. Tutti parte di un’organizzazione criminale dedita allo smercio di sostanze stupefacenti. Sotto la lente degli investigatori è finita una famiglia di Marta, che gestisce l’agriturismo il Castellaccio, tra Tuscania e Marta, e tre forni in provincia di Viterbo. Attività che, secondo le indagini, sarebbero servite come copertura per nascondere le sostanze poi spacciate tra Viterbo e la Capitale.
In manette sono finiti: B.M.T, C.G., C.O., C.S., F.L. e C.S.
Dei 61 arresti, 23 sono stati eseguiti nella Tuscia tra i comuni di Tuscania, Marta, Montefiascone, Arlena di Castro e Capodimonte. A Roma, invece, i militari hanno operato nei quartieri San Basilio, Cassia, Olgiata, Monte Mario, Trionfale e Acilia, e sul litorale a Ostia e a Civitavecchia.
A illustrare i dettagli dell’operazione Drum, il colonnello Gianluca dell’Agnello, il comandante del nucleo investigativo Giovanni Martufi e il pm Renzo Petroselli che ha coordinato le indagini. “Il nome dell’operazione – spiega il comandante Martufi – dipende dal modo in cui abbiamo agito e cioè in maniera capillare, aggredendo a tamburo battente gli indagati”.
Le indagini sono iniziate un anno fa. “Tutto – continua Martufi – è scattato dopo alcuni arresti nel Viterbese del giugno scorso, in seguito ai quali abbiamo individuato un gruppo di persone dedito allo spaccio della droga di vario tipo”.
Si tratta di un’intera famiglia originaria di Marta, padre, madre e tre figli. “La famiglia aveva avviato una fiorente attività di spaccio con canali di approvvigionamento e cessione particolarmente ampi ampi e radicati, dietro la copertura delle attività imprenditoriali che gestivano”.
I traffici di cocaina e marijuana, secondo le indagini, si mischiavano così con quelli di farina, balle di fieno e animali: al telefono i capi dell’organizzazione facevano ordinativi importanti di stupefacenti usando frasi come “sono arrivate le pecore”, “mi devi pagare le balle di fieno”, “mi servono i pali per il recinto”, “per questo fine settimana portami più farina”.
Le sostanze venivano spacciate tra Roma e Viterbo. “Dopo aver ricostruito i canali di approvvigionamento della famiglia siamo risaliti ai gruppi criminali riforniti e che operavano a loro volta nella provincia di Roma e in particolare nella zona di Ostia-Acilia, Roma Cassia- Roma Trionfale e Roma-Civitavecchia. Anche in questo caso siamo riusciti a intervenire rapidamente, acquisendo elementi di indagine che hanno portato all’emissione delle ordinanze”.
61 in tutto gli arrestati di cui 4o in carcere e 21 agli arresti domiciliari. “Le persone sono state reperite tra le province di Viterbo e Roma, una nella provincia di Ascoli Piceno, un’altra a Milano e un’ultima cattura è stata effettuata in tarda mattinata a Urbino. Sono in corso le ricerche di tre soggetti destinatari dei provvedimenti che al momento sono latitanti”.
Notevole il quantitativo di droga sequestrata nel corse delle indagini e delle 111 perquisizioni messe in atto. “Nel corso delle oltre cento perquisizioni effettuate nella notte nei confronti delle persone destinatarie degli ordini di custodia cautelare e di altri soggetti emersi nel corso dell’indagine, sono stati sequestrati un chilo e 200 grammi di hashish, 60 grammi di marijuana, numerose dosi di cocaina, due piante di canapa indica e 51mila 500 euro, probabile frutto dell’attività di spaccio. Sono state, inoltre, arrestate altre tre persone in flagranza di reato”.
Oltre seicento le pagine dell’ordinanza emessa dal gip Salvatore Fanti. “Questo fa capire la vastità dell’operazione che è andata avanti per oltre un anno – conclude il colonnello Dell’Agnello -. La complessità emerge sia dal numero di indagati che dal modus operandi dell’organizzazione per trasportare la droga sulla tratta Roma-provincia di Viterbo. Impiegati nell’operazione iniziata alle prime luci dell’alba più di 400 carabinieri, oltre cento mezzi, unità cinofile e un elicottero che hanno operato tra le città di Viterbo e Roma per consentire la perfetta esecuzione. Inoltre i militari hanno accertato anche l’immissione di un nuovo tipo di droga, l’Amnè, particolarmente pericolosa e insidiosa. Si tratta di foglie di cannabis essiccate intrise di sostanze chimiche come metadone, eroina o cocaina con effetti devastanti al cervello e casi di perdita di memoria”.
L’accusa per gli arrestati è concorso in detenzione e spaccio di droga protratto nel tempo. Ad alcuni di loro inoltre è stato contestato anche il reato di estorsione.
L’indagine ha consentito infine di scoprire alcune rotte dello spaccio che da Roma giungevano fino nelle Marche e in Lombardia.

















