Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
Caffeina-Stagione-Teatrale-580x60
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Operazione Drum - Una delle frasi in codice usata per la vendita della droga da una organizzazione criminale che agiva in provincia - Maxi operazione dei carabinieri contro lo spaccio che ha portato all'arresto di 61 persone di cui 23 nella Tuscia

“Sono arrivate le pecore…”

Condividi la notizia:

B.M.T

B.M.T

C.G.

C.G.

C.O.

C.O.

C.S.

C.S.

C.S.

C.S.

F.L.

F.L.

Gruppo criminale di Marta - Clicca sulla foto per ingrandire

Gruppo criminale di Marta – Clicca sulla foto per ingrandire

Gruppo criminale provincia di Viterbo  - Clicca sulla foto per ingrandire

Gruppo criminale provincia di Viterbo – Clicca sulla foto per ingrandire

Gruppo criminale di  Civitavecchia -  Clicca sulla foto per ingrandire

Gruppo criminale di Civitavecchia – Clicca sulla foto per ingrandire

Gruppo criminale Roma Acilia -  Clicca sulla foto per ingrandire

Gruppo criminale Roma Acilia – Clicca sulla foto per ingrandire

La droga sequestrata nel corso dell'operazione Drum

La droga sequestrata nel corso dell’operazione Drum

Il materiale sequestrato nel corso dell'operazione

Il materiale sequestrato nel corso dell’operazione

La droga sequestrata nel corso dell'operazione Drum

La droga sequestrata nel corso dell’operazione Drum

Il capo del Nucleo investigativo Giovanni Martufi

Il capo del Nucleo investigativo Giovanni Martufi

Il colonnello Gianluca Dell'Agnello

Il colonnello Gianluca Dell’Agnello

Il sostituto procuratore Renzo Petroselli

Il sostituto procuratore Renzo Petroselli

Operazione Drum - Uno degli arresti

Operazione Drum – Uno degli arresti

Operazione Drum - Una perquisizione

Operazione Drum – Una perquisizione

– “Sono arrivate le pecore” (video * video2).

E’ questa una delle frasi in codice usata per la vendita della droga a una famiglia del Viterbese al centro di un traffico di sostanze stupefacenti tra la città dei Papi e la Capitale.

Questa mattina i carabinieri del comando provinciale di Viterbo in collaborazione con quelli del comando provinciale di Roma hanno eseguito 61 ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari nei confronti di altrettanti cittadini italiani facenti parte di una vasta e articolata organizzazione criminale dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Dalle prime luci dell’alba più di 400 carabinieri, oltre cento mezzi, unità cinofile e un elicottero hanno operato tra le città di Viterbo e Roma per consentire la perfetta esecuzione della vasta e complessa operazione di polizia.

Ma gli arresti e le oltre 110 perquisizioni delegate dal tribunale di Viterbo a conclusione dell’indagine iniziata a giugno 2012, condotta dai militari di Viterbo coordinati dal sostituto procuratore della procura della Repubblica Renzo Petroselli e che ha consentito di smantellare una vasta rete dedita al traffico di sostanze stupefacenti tra la città dei Papi e la capitale, sono stati effettuati anche a Latina, ad Ascoli Piceno, Milano e Urbino.

In provincia di Viterbo i militari hanno operato oltre che nel capoluogo anche nei comuni di Tuscania, Marta, Montefiascone, Arlena di Castro e Capodimonte, mentre a Roma nei quartieri San Basilio, Cassia, Olgiata, Monte Mario, Trionfale e Acilia, e sul litorale a Ostia e a Civitavecchia.

Durante lo sviluppo dell’attività di indagine, convenzionalmente denominata “operazione Drum” e giunta oggi al suo epilogo, erano già stati arrestati in flagranza di reato 11 pusher e sequestrate rilevanti quantità di sostanze stupefacenti tra cui cocaina, hashish e marijuana.

Al centro dell’indagine una famiglia originaria di Marta che gestisce un agriturismo e alcuni forni in provincia di Viterbo, utilizzati dai componenti della famiglia per l’occultamento dello stupefacente, in gran parte importato da Roma, e la lavorazione e il taglio delle sostanze: in particolare una droga recentemente diffusasi tra i più giovani, denominata Amnè, ottenuta da alcune qualità di marijuana imbevute di eroina e metadone, che, oltre a creare rapida dipendenza, provoca negli assuntori pericolosissime amnesie.

La famiglia al vertice dell’organizzazione criminale, padre, madre e tre figli, così come appurato durante lo sviluppo delle indagini, poteva contare per la distribuzione al dettaglio dei vari tipi di stupefacente nella Tuscia su di una vasta rete di pusher, molti anche legati a loro da vincoli di parentela, quindi ritenuti più affidabili.

Tutti i principali affari con le diverse organizzazioni romane che vendevano lo stupefacente alla famiglia erano conclusi esclusivamente da un appartenente di quest’ultima. Fondamentale per garantire per molto tempo l’impunità dell’organizzazione criminale, la copertura con la quale la famiglia mascherava i traffici illeciti, ovvero la gestione di un grande agriturismo e la conduzione di tre forni.

I traffici di cocaina e marijuana si mischiavano così con quelli di farina, balle di fieno e animali: al telefono i capi dell’organizzazione facevano ordinativi importanti di stupefacenti utilizzando frasi tipo: “sono arrivate le pecore”, “mi devi pagare le balle di fieno”, “mi servono i pali per il recinto”, “per questo fine settimana portami più farina”.

Gli interlocutori erano referenti delle più importanti organizzazioni legate al traffico degli stupefacenti della capitale: la famiglia aveva contatti sia con i clan di San Basilio che con chi gestisce il mercato della droga all’Olgiata o sul litorale.

A portare la droga da Roma all’agriturismo viterbese numerosi corrieri, assoldati anche occasionalmente tra persone incensurate e anziani in difficoltà economiche.

L’enorme estensione dei terreni agricoli dell’agriturismo e dunque gli innumerevoli nascondigli per la droga hanno permesso per molti anni alla famiglia di gestire enormi flussi di stupefacenti riuscendo sempre a eludere i controlli delle forze di polizia.

L’indagine ha consentito anche di scoprire alcune rotte dello spaccio che da Roma giungevano fino nelle Marche ed in Lombardia.

Nel corso delle oltre cento perquisizioni effettuate nella notte nei confronti delle persone destinatarie di ordine di custodia cautelare e di altri soggetti emersi nel corso dell’indagine, i carabinieri hanno sequestrato un chilo e 200 grammi di hashish, 60 grammi di marijuana, numerose dosi di cocaina, due piante di canapa indica e 51mila 500 euro, ritenuti l’illecito provento dell’attività di spaccio arrestando altre tre persone in flagranza di reato.


Condividi la notizia:
25 giugno, 2013

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR