- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Stupro di Montalto, gli imputati aiuteranno donne in difficoltà

Condividi la notizia:

La manifestazione delle donne a Roma

Gli imputati per lo stupro di Montalto dovranno aiutare donne in difficoltà. 

Lo ha deciso il collegio dei giudici del tribunale dei minori che, stamattina, ha affidato i percorsi di messa in prova agli otto imputati ventenni.

Per tutti, l’accusa era di aver violentato a turno una 15enne, dopo averla attirata in un angolo buio di una pineta a Montalto di Castro. I fatti risalgono ala notte tra il 30 marzo e il primo aprile 2007. All’epoca, i ragazzi erano tutti minorenni.

Dopo il processo, il collegio presieduto dal giudice Spagnoletti ha disposto la messa in prova. Un percorso di reinserimento sociale specifico per ogni ragazzo. 

La durata è di un anno e cinque mesi per alcuni e di un anno e dieci mesi per altri. Tutti gli imputati dovranno svolgere servizio civile presso associazioni romane che assistono donne in difficoltà: madri disoccupate, ragazze che hanno subìto abusi sessuali o aborti spontanei.

Gli otto ventenni presteranno servizio dalle dodici alle diciotto ore settimanali, regolarmente seguiti da assistenti sociali. Alla fine della messa in prova, sarà fissata una nuova udienza.

I servizi sociali del tribunale dei minori stenderanno una relazione. Se il percorso di reinserimento sociale andrà a buon fine, il reato sarà dichiarato estinto. 

Assenti, all’udienza di oggi, la madre della ragazza, la consigliera comunale Daniela Bizzarri e le donne dell’Udi (Unione donne italiane). Ma solo per cause di forza maggiore. “Ci era stato detto che l’udienza non si sarebbe svolta perché gli avvocati avrebbero aderito allo sciopero – afferma Bizzarri -, invece, alla fine c’erano tutti. Solo per questo non abbiamo presenziato alla seduta. Sappiamo che il pm Carlo Paolella si è opposto ai percorsi di messa in prova. Quattro mesi fa, non ha impugnato la decisione dei giudici solo perché la ragazza lo ha pregato di non farlo. Ci è stato riferito che, comunque, vuole valutare se, a tutt’oggi, ci sono gli estremi per ricorrere contro i singoli provvedimenti di messa in prova. Noi ci auguriamo di cuore che la cosa non finisca qui”.

Già nel 2009 era stata disposta la messa in prova. Il percorso di reinserimento sociale dei ragazzi si era interrotto su richiesta della Procura, che aveva fatto ricorso in Cassazione. Gli otto erano ripartiti dall’udienza preliminare, che si era conclusa con il rinvio a giudizio e con un nuovo processo, sospeso per dichiarare nuovamente la messa in prova. 

La decisione, presa all’udienza del 25 marzo scorso, aveva provocato un terremoto politico. Numerosi gli interventi di condanna della pronuncia dei giudici e a sostegno della ragazza. Il ministro della Giustizia Paola Severino aveva anche chiesto gli atti del processo.


Condividi la notizia: