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Anziana scippata in sagrestia, perizia psichiatrica sulla ladra

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Sarà perizia psichiatrica per la donna che ha scippato un’anziana in sagrestia.

S.C., quarantenne calabrese residente a Civita, sarà visitata da uno specialista che dovrà valutarne pericolosità sociale e capacità di intendere, di volere e di stare in giudizio.

Lo ha deciso il giudice di Viterbo Salvatore Fanti. Dopo l’episodio del furto che ha fatto finire in ospedale una 75enne con un principio di infarto, il giudice ha rimesso S.C. in libertà, ma sulla sue condizioni psichiche è deciso a vederci chiaro.

Per questo, ieri mattina, su richiesta del pm Renzo Petroselli, ha disposto accertamenti psichiatrici sulla 40enne calabrese. L’incarico sarà affidato a ottobre al dottor Antonio Maria Lanzetti.

Proprio sull’esito della perizia si giocherà il processo alla 40enne, ormai diventata una presenza fissa nella aule del tribunale viterbese.

Il primo arresto risale a novembre, quando schiaffeggiò un’assistente sociale di Nepi che le aveva trovato lavoro. Poi è toccata al vicino di casa, che si è visto bruciare la macchina parcheggiata sotto casa. Infine, lo scippo di domenica al duomo di Civita Castellana, seguito dal grave malore che ha costretto un’anziana in un letto d’ospedale. Tre arresti in otto mesi per i reati più vari: dalla resistenza a pubblico ufficiale all’incendio al danneggiamento seguito da incendio. A suo carico, c’è anche un altro procedimento per crollo di edifici. E ora, il furto.

Dietro i suoi eccessi, una storia travagliata. Nella Tuscia è sola. Non ha parenti, né un lavoro fisso. Con i familiari in Calabria ha praticamente tagliato i ponti. Sfrattata dalla sua casa a Nepi, si è fatta terra bruciata intorno. Al punto da dover cambiare addirittura paese. Dopo l’aggressione all’operatrice del Comune, i servizi sociali hanno messo una croce su di lei, così come i suoi ex vicini di casa. Per scongiurare un possibile rischio di aggressioni, i carabinieri di Nepi hanno dovuto scortarla fino all’appartamento dopo il processo per l’incendio.

Per i “vecchi” episodi ha già patteggiato due volte. Ora l’attende un processo con rito abbreviato. Condizionato proprio alla perizia psichiatrica.


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