![]() Pierpaolo Pasqua |
Riceviamo e pubblichiamo – A fronte della recente ordinanza del sindaco ai cittadini di Viterbo sull’uso dell’acqua, emettiamo la seguente ordinanza dei cittadini di Viterbo al sindaco :
1) Il sindaco si adoperi al più presto per quanto compete al comune e con tutti gli strumenti a sua diposizione per porre fine allo scandalo dell’acqua avvelenata che ci fornisce la Talete.
2)Il sindaco si adoperi al più presto per quanto compete al comune e con tutti gli strumenti a sua diposizione per abolire la clausola di consumo minimo, come già fatto da altri comuni Italiani adeguatisi alle numerose recenti sentenze che ribadendo il concetto che non si può far pagare un bene o un servizio non erogato, la hanno dichiarata illegittima.
3) Il sindaco si adoperi al più presto per quanto compete al comune e con tutti gli strumenti a sua diposizione per azzerare i membri del consiglio di amministrazione, i dirigenti e quanti altri hanno avuto responsabilità nella gestione fallimentare della Talete , riducendo così in primis lo spreco di denaro pubblico importante quanto l’acqua.
4) ) Il sindaco si adoperi al più presto per quanto compete al comune e con tutti gli strumenti a sua diposizione per verificare se ci sono gli estremi per chiedere ai responsabili di cui sopra risarcimenti per la Cittadinanza di Viterbo.
5) ) Il sindaco si adoperi al più presto per quanto compete al comune e con tutti gli strumenti a sua diposizione per verificare e porre rimedio agli sprechi di acqua pubblica pagata da noi cittadini, causati da scellerata gestione degli impianti di irrigazione, le rotonde ad esempio, innaffiate in eccesso anche quando piove, e le perdite dovute alla fatiscenza del sistema di distribuzione idrica.
6) Il sindaco si astenga dall’intimare limitazioni all’uso di acqua privata, che diventa tale dopo averla pagata ripassando la sterminata giurisprudenza in materia.
Le associazioni, i movimenti, le fondazioni, i partiti, e più in generale tutti i cittadini sono chiamati al controllo rigoroso e costante dell’applicazione da parte del Sindaco e della sua giunta della presente ordinanza.
Le sanzioni in caso di inadempienza sono l’additamento alla pubblica opinione quale sindaco inefficiente e repressivo e nei casi più gravi la rescissione del contratto di fiducia stipulato con il voto.
Pierpaolo Pasqua, La Destra Viterbo
