Riceviamo e pubblichiamo – In risposta a quanto leggo su Tusciaweb mi viene infatti un dubbio: se il perito del tribunale, mediante documenti, foto e analisi, ha verificato che le migliorie sono state effettuate dopo la data di consegna dei lavori appaltati alla Psc e prima della pubblicazione del bando di gestione, come fa il sindaco a dire che alcuni lavori da contratto toccavano alla Ati Larus – Nepi Nuoto? Già sapeva chi avrebbe vinto la gara ancora prima di pubblicare il bando?
Il sindaco continua dicendo che il comune di Nepi ha pagato tutti i lavori, che i vari tribunali gli danno ragione, insinuando che gli altri dicono solo fesserie e la verità la dice solo lui.
Sindaco, la invito ancora una volta, come già fatto pubblicamente sui manifesti affissi per le vie di Nepi, a confrontarci guardandoci negli occhi e guardando negli occhi i cittadini, in un consiglio a porte aperte, ascoltando l’intervento di quelle persone che vorranno partecipare e con i documenti in mano.
Caro sindaco Franco Vita, se avesse usato la stessa sollecitudine che dimostra oggi – coi suoi comunicati e con le cause intentate a destra e a manca (pagate dal Comune) – nella volontà di risolvere bonariamente i contenziosi, non saremmo certo a questo punto. Un buon amministratore si vede anche dalla capacità di risolvere i problemi in pace e in serenità. Mi chiedo se sia il suo caso.
Rimango in attesa della data in cui si terrà il consiglio rivelatore dove il sindaco vorrà mostrare ai cittadini la sentenza del tribunale che il giudice a emesso per decretare la vittoria del comune di Nepi sulla questione degli arredi.
Massimiliano Andreucci
