Riceviamo e pubblichiamo – Tutti i lavori appaltati dal Comune, dopo bandi di gara relativi alla costruzione della piscina comunale, sono stati regolarmente pagati.
Alla loro conclusione è stata sottoscritto dalle parti lo stato finale dei lavori e il certificato di regolare esecuzione, senza riserve da parte della ditta esecutrice dei lavori: la Psc.
Il perito, nominato dal tribunale, Bordoni ha redatto una perizia che è contestata dal Comune di Nepi per i seguenti motivi:
– Una somma di 45mila euro riporta dei lavori eseguiti, ma già pagati.
– Il tecnico non ha dichiarato quale criterio ha adottato nella quantificazione dei lavori e nella determinazione dei prezzi.
– Una parte dei lavori riportati, da contratto di appalto, erano a carico della Larus nuoto e Nepi nuoto, gestrice dell’impianto, che avevano l’obbligo della gestione ordinaria e straordinaria.
– Per ultimo il perito dichiara che non risulta dalla documentazione che i lavori in oggetto sono stati ordinati dal Comune né, come è obbligo, nessuna comunicazione di inizio lavori è stata presentata al Comune che doveva concedere la relativa autorizzazione.
Pertanto, contrariamente da quanto riportato, poiché nessuna sentenza è stata emessa dal giudice, la Psc, dovrà promuovere una causa civile nei confronti di chi ha ordinato i lavori, probabilmente la Nepi nuoto e la Psc e non certo il Comune di Nepi.
Infatti il Comune, con bando di gara, ha affidato la gestione della piscina alla associazione Larus nuoto e Nepi nuoto. Il contratto prevedeva il pagamento di un canone mensile di 25mila euro e il pagamento delle utenze gas, Enel. Dopo tre anni di gestione l’affitto per 75mila euro non era stato pagato, né il consumo del metano per 100mila euro e dell’Enel per 10mila euro, somme che ora il Comune è obbligato a pagare in attesa di recuperarle dai precedenti gestori.
Il Comune è riuscito ad incassare solo 25mila euro escutendo la fideiussione a garanzia del canone di locazione, ed è in attesa di incassare le somme relative all’esecuzione di vendita dei beni pignorati a nome Nepi nuoto e Larus nuoto.
La Nepi Nuoto ha presentato opposizione al Tar all’ordinanza di sgombero della piscina da parte del Comune, respinta, successivamente ha dichiarato che gli arredi presenti nella piscina e pignorati dal Comune non erano di sua proprietà, anche questa richiesta è stata respinta dal giudice.
L’unica notizia certa è che il Comune di Nepi è impegnato nel recuperare sui beni pignorati, la somma di 160mila relativa al canone di locazione e alle utenze non pagate dalla Larus nuoto e Nepi Nuoto, che altrimenti andrebbero a carico di tutti i cittadini.
Franco Vita
Sindaco di Nepi
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