– Credo che questo sarà l’alambicco più breve che io abbia mai scritto.
Dunque, caro sindaco Leonardo Michelini, noi abbiamo un’ordinanza del suo predecessore che vieta tassativamente il consumo dell’acqua di rubinetto per usi domestici: dunque non si può bere, non ci si può lavare, non ci si può cucinare.
Ora la sua ordinanza vieta tassativamente, pena multe salatissime e addirittura il rischio di recessione del contratto, il consumo della medesima acqua per usi non domestici, ad esempio innaffiare le piante e lavare la propria auto.
Caro sindaco, ci spiega secondo lei perché dovremmo continuare a tenere la salatissima utenza idrica allacciata se, nei fatti, non possiamo usare l’acqua se non per tirare lo sciacquone, fare un paio di bucati e, per i più creativi, inventare sculture di ghiaccio (anch’esse a serio rischio, con questo caldo, di dispersione nell’ambiente)?
Resto in attesa di una sua cortese risposta a questa domanda che, come può verificare leggendo su Tusciaweb i commenti all’articolo che annuncia la sua ordinanza, da stamattina ci stiamo ponendo in molti.
Alfonso Antoniozzi
