Riceviamo e pubblichiamo – Le considerazioni e il dibattito sulla chiusura del centro storico che si sta innescando nell’opinione pubblica in queste settimane, mi porta a fare alcune considerazioni.
Negli anni ’80 il Sicet di Viterbo, unitamente alla Filca e la Cisl viterbese attivarono un’iniziativa che si protrasse per mesi, partendo dall’invio delle cartoline da parte dei cittadini all’allora sindaco di Viterbo Fioroni e attivando un convegno presso la sala della provincia in merito alla regolamentazione e chiusura al traffico nel centro storico della città.
Erano presenti sindaci di altre città che già avevano fatto l’esperienza di chiudere al traffico il centro, architetti ecc.
Da allora e di anni sono passati. Nulla o poco è cambiato, il centro della città è ancora invaso dalle auto, le quali causano danni, a carico della collettività, il centro non è valorizzato per fini turistici e commerciali, pochi miopi commercianti determinano la vita economica di questa città, eppure l’intervista del sindaco di Ascoli dovrebbe farli ricredere.
Ma soprattutto secondo il mio umile pensiero, la classe politica (sia di centrodestra che di centrosinistra ora) non ha avuto il coraggio di effettuare scelte coraggiose, rimanendo legata ai pochi consensi elettorali, ma a discapito della collettività, ma anche la cittadinanza si è adagiata sul poco. Insomma la viterbesità non ha permesso di modificare questo stato di cose.
Personalmente mi domando perché, nelle altre piccole e medie città, il centro è chiuso e valorizzato, solo a Viterbo non si riesce a sviluppare un programma di valorizzazione e sviluppo complessivo?
Io ho creduto che con il cambio politico della maggioranza che governa la città molte cose potevano cambiare, ma la sensazione “epidermica” che ho, è quella che non cambierà nulla.
Vorrei tanto essere smentito dai fatti, vorrei che uno scatto di innovazione da questa nuova maggioranza arrivasse. Anche per dare la sensazione che qualche cosa è cambiato.
Rodolfo Rinaldi
