Viterbo – “Un calvario durato un anno e mezzo. Ma ora è finita”.
Francesco Battistoni si sente liberato. Per l’ex capogruppo regionale Pdl, il capitolo “spese pazze” è chiuso una volta per sempre.
Il suo nome non è tra gli otto elencati nell’avviso di conclusione delle indagini sui buchi nelle casse del gruppo. Significa solo una cosa: la procura di Roma non porterà avanti la sua posizione. Ed esce dalla vicenda senza macchia, dopo che era stato indagato.
Dei presunti rimborsi d’oro illegittimi risponderanno i quattro ex consiglieri del Pdl Carlo De Romanis, Lidia Nobili, Stefano Galetto e Romolo Del Balzo. Più i legali rappresentanti delle associazioni e società che hanno emesso le fatture incriminate. Lui è fuori, non c’entra nulla e rompe il silenzio.
“Una soddisfazione immensa per uno come me, che ha sempre avuto fiducia nella magistratura – dichiara Battistoni -. L’avviso di garanzia, a maggio, è stato un boomerang. Più che una garanzia, come spesso succede, è diventato un marchio. Anche se ero stato io stesso a denunciare”.
Battistoni diventa capogruppo regionale Pdl il 24 luglio 2012. La sera stessa sfoglia l’estratto del conto corrente del gruppo e si accorge che qualcosa non va. Incarica due professionisti di setacciare la contabilità. La relazione, pronta in due mesi, svela i primi ammanchi dalle casse del gruppo Pdl alla Pisana. Battistoni e il suo avvocato Enrico Valentini mostrano i documenti al procuratore capo Alberto Caperna e al sostituto Alberto Pioletti. Il resto è storia.
In manette finisce il suo predecessore Franco Fiorito, che prima promette di trascinarsi dietro mezzo gruppo regionale, poi passa alle vie di fatto con il dossier di fatture false sparato sui media nazionali. Spese per cene, eventi e comunicazione attribuibili a Battistoni & Co.. Ma la procura di Viterbo scopre che le cifre sono gonfiate: molte fatture sono dei falsi grossolani. Per Fiorito si apre l’indagine parallela a Viterbo, che coinvolge anche il giornalista Paolo Gianlorenzo. Lo stesso della macchina del fango, sempre a danno di Battistoni. Lo stesso delle minacce alla moglie di Battistoni, che lo hanno spedito prima in carcere e poi ai domiciliari.
“Ci hanno massacrato – afferma l’avvocato Enrico Valentini -. Battistoni è stato attaccato su tutti i fronti. Infangato per aver portato a galla un malcostume purtroppo diffuso. Reo soltanto di aver fatto quello che qualunque persona onesta avrebbe fatto. Qualcuno dovrebbe cospargersi il capo di cenere e chiedere scusa a quest’uomo…”.
Ma Battistoni si è già preso la sua rivincita. L’uscita dall’indagine è una porta aperta sul futuro. Il via libera per riprendere da dove aveva lasciato. “Torno a essere un uomo libero dopo una vicenda che mi ha pregiudicato molto – continua l’ex capogruppo Pdl alla Pisana -. La politica mi aveva praticamente accantonato. Ho dovuto rinunciare, mio malgrado, a degli incarichi. Non so come proseguirà ora la mia vita politica, ma guardo con attenzione a tutti i moderati, sia di centrosinistra che di centrodestra. Quello che succede a livello locale, al momento, non mi attrae. Non vedo novità eclatanti. E certe conferme non mi piacciono. Sono indirizzato a un modello politico che dia importanza al territorio e riparto cercando di recuperare la mia serenità. Ho molti amministratori che mi sono stati vicini, in questi mesi, quindi inizio da una buona base”.
Qualche sciacallo ha gettato benzina sul fuoco. Pazienza. “Più di qualcuno ha colto l’occasione per allontanarmi. Altri, invece, si sono allontanati loro da me, dopo che ero andato in procura. Agli “amici” che speravano di farmi fuori con l’azione della magistratura, dico solo che sono serviti…”.
Stefania Moretti

