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Lavoratori senza stipendio da tre mesi

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Villa Buon Respiro, la protesta in piazza

Villa Buon Respiro, la protesta in piazza

Antonella Ambrosini ed Egidio Gubbiotto

Antonella Ambrosini ed Egidio Gubbiotto

Villa Buon Respiro, la protesta in piazza

Villa Buon Respiro, la protesta in piazza

Antonella Ambrosini

Antonella Ambrosini

Villa Buon Respiro, la protesta in piazza

Villa Buon Respiro, la protesta in piazza

Villa Buon Respiro, la protesta in piazza

Villa Buon Respiro, la protesta in piazza

Villa Buon Respiro, la protesta in piazza

Villa Buon Respiro, la protesta in piazza

Viterbo – (g.f.) – Al posto di un bianco Natale, ai lavoratori di Villa Buon Respiro si prospetta un Natale in bianco.

Da tre mesi senza stipendio e con la prospettiva di non riuscire a percepire nemmeno la tredicesima. Non potevano non ringraziare chi sta facendo loro questo bel regalo sotto l’albero e stamani hanno manifestato a piazza del Comune, mentre i rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal prefetto vicario, con il sindaco Leonardo Michelini.

La sanità nel Lazio non attraversa proprio un bel periodo e chi rischia di pagare il conto sono i lavoratori.

“Grazie per lo splendido Natale senza stipendio” recita un cartellone sotto i portici di palazzo dei Priori.

“Abbiamo chiesto – spiega Antonella Ambrosini della Cgil – che entro il 31 dicembre siano liquidate le spettanze arretrate”.

Ma non solo. “L’accordo – osserva Egidio Gubbiotto – è di organizzare un incontro con il sindaco, la proprietà e il direttore generale della Asl e con i sindacati entro la settimana”.

Un inizio, anche se i lavoratori in piazza puntano a qualcosa di più concreto. “Il sindaco e il prefetto – continua Ambrosini – ci hanno assicurato che si adopereranno per far sì che nel più breve tempo possibile comincino a liquidare gli arretrati. Un risulto che siamo riusciti a portare a casa.

Altra richiesta da parte nostra è che s’interrompa il circuito in base al quale se la Asl paga, gli stipendi sono erogati, altrimenti no.

Siccome il rapporto fra proprietà e Asl è un rapporto fra loro, non interessa i lavoratori, va interrotto.

Il rischio d’impresa non può essere scaricato sui lavoratori”.


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