![]() Antonio Ingroia a Viterbo |
Viterbo – Caso Manca, se ne riparla il 20 gennaio.
Slitta alla settimana prossima l’udienza preliminare per la vicenda del giovane medico trovato morto in casa dieci anni fa.
Stamattina, seduta lampo davanti al gup del tribunale di Viterbo Franca Marinelli. Appena il tempo di rinviare l’udienza per l’astensione dei legali di Monica Mileti, accusata di omicidio colposo per aver ceduto eroina al dottor Manca.
“Chiederemo un rinvio a breve”, ha spiegato l’ex pm Antonio Ingroia, legale della famiglia Manca insieme a Fabio Repici. E così è stato. “Vogliamo portare la questione davanti alla Procura nazionale antimafia – ha spiegato l’ex magistrato -. Il verbale falso scoperto da “Chi l’ha visto” è un elemento che da solo non basta. Faremo indagini difensive. Non abbiamo interesse a far trattare la vicenda dalla procura di Viterbo, che ha mostrato di avere una posizione palesemente pregiudiziale”.
I Manca, per ora parte offesa, valuteranno alla prossima udienza se costituirsi parte civile.
Per la procura di Viterbo il caso è chiuso. L’unica imputata per la morte del medico è Monica Mileti, accusata di aver ceduto a Manca la dose di eroina che lo ha ucciso il 12 febbraio 2004.
I familiari, invece, sono convinti che la morte di Attilio sia legata all’operazione alla prostata del boss Bernardo Provenzano, che lo avrebbe poi fatto eliminare per disfarsi di un testimone scomodo.
Nell’ottobre 2003 l’urologo di Belcolle sarebbe andato in Costa Azzurra per un intervento. Una possibile conferma arriva da “Chi l’ha visto”, che ha scoperto un verbale falso della polizia viterbese, all’epoca coordinata da Salvatore Gava.
La relazione attesta che Manca è sempre stato presente in ospedale, nei giorni dell’operazione di Provenzano. Ma dai figli di presenza di Belcolle risultano assenze il 25, 26 e 31 ottobre 2003, mentre il 30 il medico aveva staccato prima.







