Fabrica di Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo letto rimanendone disgustati, l’articolo nel quale il sindaco Scarnati denuncia lo stato di emergenza economica e sociale nel quale versa il nostro paese, emergenza comune a molti centri della nostra provincia, che al contrario del nostro comune possono contare su amministratori che oltre a denunciare lo stato di crisi, si adoperano anche per risolvere le criticità, razionalizzando le spese e riuscendo a far quadrare i conti fornendo anche servizi ai cittadini.
L’amministrazione Scarnati, ed è sotto gli occhi di tutti, a quasi tre anni dal suo insediamento, e potendo contare su entrate di rilevantissima entità date dalla vendita della farmacia comunale (circa 1 milione di euro) non ha prodotto alcun risultato volto al miglioramento della qualità della vita della comunità di Fabrica di Roma.
Viviamo in un paese dove abbiamo assistito ed assistiamo esclusivamente ad “assunzioni” in ogni settore del nostro comune, e non ci pare proprio che siano state fatte per far fronte alla crisi delle famiglie, come il sindaco afferma. La captazione di voti è evidente, cosi come la mancanza di trasparenza. Diversamente i nostri amministratori avrebbero potuto accogliere le nostre proposte che prevedevano l’utilizzo dei vocheur lavoro, cosa che hanno prontamente bocciato come tutte le proposte della minoranza.
Il disgusto di cui parlavamo scaturisce in ogni cittadino che è chiamato a fare il proprio dovere mentre chi governa o ci amministra, dimostra di tenere ai cittadini solo a parole, le famose lacrime di coccodrillo appunto, perché poi nei fatti, i privilegi non vengono toccati, semmai vengono aumentati.
Ci riferiamo ad uno degli ultimi consigli comunali, dove i consiglieri del Pd di Fabrica di Roma presentavano una mozione per l’abbassamento o annullamento delle indennità di carica del sindaco e degli assessori, stimati e profumatamente pagati professionisti che avrebbero dovuto dare un segnale di solidarietà alla disastrosa situazione dei propri concittadini, situazione che loro stessi hanno prodotto amministrando.
Ovviamente la mozione della minoranza è stata bocciata ed è stata invece approvata l’istituzione della figura del presidente di consiglio, figura di cui non si sentiva alcun bisogno, ma che toglierà tremila euro annui dalle tasche dei fabrichesi per mandarli direttamente in quelle della consigliera.
Il disgusto nasce anche se pensiamo ai 60mila euro di spese legali annue che questo comune eroga ai vari avvocati e principi del foro, spese ottenute anche con variazioni di bilancio dove vengono sottratte ad altri capitoli, magari con riflessi diretti per il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini.
Altrettanto disgusto si prova quando il sindaco utilizza strumentalmente le parole disperate di un uomo che arriva a minacciare il suicidio nel suo studio, mentre si guarda bene dal nominare lo sperpero di denaro pubblico utilizzato per tagliare alberi, costruire strade che servono agli imprenditori edili, acquistare terreni da lasciare inutilizzati facendo mutui, assegnando a prezzi da barzelletta ettari di terreni dei fabrichesi ad una sola persona, terreni che potrebbero servire da orti urbani, specie in questo momento di crisi.
Molto disgusto proviamo quando si strumentalizza la crisi che ogni famiglia vive sulla propria pelle e si dimentica di citare l’istituzione di improbabili sagre nel nostro paese o il fiume di denaro che questo comune eroga ad una associazione divenuta ormai corpo unico con questa amministrazione che assorbe una gran parte delle risorse di tutti.
Come rappresentanza del Pd siamo però anche stati felici di leggere questo articolo, significa che Scarnati ha cominciato ad avvertire il malumore dei fabrichesi che si sono trovati a pagare l’aggiunta di Imu per le sue scelte scellerate oltre alla mazzata della Tares che ha messo in ginocchio numerose famiglie.
Caro sindaco, nessuno le ha mai chiesto di dimettersi come lei ha scritto, però crediamo che lei faccia bene a pensarci. Farebbe bene soprattutto ai fabrichesi.
Partito democratico
Fabrica di Roma
