Viterbo – (g.f.) – “Sto passando un bel san Valentino bloccata in auto sul Grande raccordo anulare, l’ho pure scritto su Twitter”.
I programmi per il 14 febbraio di Lorenza Bonaccorsi erano altri. Un incontro a san Martino alle 18.30 insieme all’ex ministro Gentiloni. Non galante, ma politico, alla vigilia del voto per le primarie, dove concorre in “Quota Renzi” per la segreteria regionale.
Ma nella Tuscia non è arrivata. Con somma delusione di chi l’attendeva, a cominciare da Francesco Serra e Luisa Ciambella, a fare gli onori di casa.
Meno male che Paolo Gentiloni è arrivato. In ritardo, non per questioni di traffico, ma d’orientamento, dalle parti del lago di Vico.
Per parlare con Bonaccorsi, l’unico modo è al telefono. Intanto per togliersi la curiosità sull’alleanza a Viterbo con Giuseppe Fioroni e i Popolari.
Inizialmente quasi negata dalla diretta interessata. “Abbiamo fatto un ragionamento – spiega Bonaccorsi – su un percorso politico da fare insieme al di là del sedici dicembre”.
Sarà una lunga storia? Vedremo. Intanto si è arrivati alle ultime battute di campagna elettorale. “Ne ho fatta poca – spiega la candidata – a causa del tempo limitato. E’ mancato spazio per esprimere appieno ciò che uno vorrebbe, ma al netto di questo è andata bene”.
L’umore del popolo democratico com’è? “La gente è stanca di congressi e primarie. I meccanismi vanno semplificati. Sì alle primarie, ma senza inflazionarle.
Ho parlato con molte persone preoccupate per la situazione in cui ci troviamo e tanta voglia di fare, con militanti intenzionati a riaprire circoli, una fase nuova per il Pd”.
Da segretario regionale, quale sarebbe il suo primo impegno per il Lazio? “Girando in questi giorni, il dissesto idrogeologico è un problema da affrontare, la regione ha dato una prima risposta con la riforma della protezione civile, ma serve un impegno a tutti i livelli.
Poi, ovviamente, l’occupazione. La gente non ce la fa più, e sono in molti rispetto al passato a rivolgersi ai servizi sociali”.
Sul lavoro di Zingaretti alla regione: “Ha fatto bene, considerando il dissesto economico che si è trovato. Si sta muovendo benissimo, dalla razionalizzazione delle società partecipate ai provvedimento per i costi della politica”. A Viterbo chi la sostiene è meno entusiasta del presidente della regione. Dettagli.
Mentre Bonaccorsi era bloccata in auto, a San Martino prima il capogruppo Pd in consiglio comunale Francesco Serra, poi l’assessora Luisa Ciambella e quindi l’ex ministro Gentiloni, hanno intrattenuto i presenti in attesa dell’ospite d’onore mai arrivata.
Serra ha ricordato come pur essendo comune capoluogo e regione dello stesso colore politico, non per questo si possono accettare imposizioni come ricevere l’immondizia romana supinamente.
Una situazione, come rimarcato da Ciambella, che sarà un problema nella Tuscia, se si andrà al veloce esaurimento della discarica di Monterazzano.
Gentiloni, invece, ha puntato sulle ultime vicende nazionali, l’incarico a Renzi, l’accelerata che il sindaco di Firenze ha imposto al Pd, riportandolo in due mesi al centro del dibattito politico.
Quindi Lorenza Bonaccorsi: “Persona capace – dice Gentiloni – ha lavorato con me al governo Prodi due e al comune di Roma, è stata lei ad animare due anni fa nel Lazio il movimento per Renzi”.
Movimento che oggi a Viterbo annovera pure Giuseppe Fioroni. Che a Viterbo è renziano, ma a Roma? “Bisognerebbe chiederlo a lui – osserva Gentiloni – non so, ma no credo”.






