Pescia Romana – Sconvolti dalla morte del piccolo Leonardo Sonno.
Un corpicino freddo che non si muoveva e non respirava. Così i genitori hanno trovato il piccolo Leonardo sabato mattina al risveglio. Il bimbo di tre anni si era sentito male la sera prima manifestando una febbre altissima. La sua temperatura, da quanto si è appreso, oscillava tra i 39 e i 40 gradi. Un valore troppo alto per un bambino così piccolo.
La mamma e il papà Filippo, un elettricista, hanno provato a far abbassare la febbre che però continuava a non scendere. Dunque, la corsa all’ospedale di Tarquinia peri capire cosa avesse Leonardo Sonno.
I medici della struttura di Tarquinia, dopo qualche ora di osservazione, lo hanno dimesso.
Il bimbo è tornato a casa. La mattina Leonardo non respirava e non si muoveva più. I genitori hanno chiamato il 118, ma il loro intervento è stato inutile perché il corpicino del piccolo era freddo, segno di una morte avvenuta nella notte. Durante il sonno.
Tutti sono rimasti sconvolti dall’improvvisa morte di questo bambino che viveva coi genitori e il fratellino gemello.
Per far luce sulla vicenda stanno indagando i carabinieri della compagnia di Tuscania e la procura di Civitavecchia, con il magistrato Bianca Maria Cotronei, ha aperto un fascicolo.
Due medici dell’ospedale di Tarquinia sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati. Tra le ipotesi sulle cause della morte ci sarebbe anche una meningite.
Con tutta probabilità, martedì 25 marzo, ci sarà il conferimento dell’incarico per disporre l’autopsia sul piccolo che potrebbe svolgersi il giorno stesso o, al massimo, quello successivo.
Anche la Asl di Viterbo vuole capire cosa sia accaduto. “Dobbiamo capire che è successo – dice il commissario Luigi Macchitella – e di cosa è effettivamente morto il bambino. Abbiamo avviato un’inchiesta interna all’azienda per fare luce sulle cause del decesso, dopodiché valuteremo il da farsi. Siamo a disposizione della procura di Civitavecchia nel caso servissero informazioni e documentazione. Proveremo ad accertare l’esatta dinamica”.
La Regione Lazio, nel frattempo, ha chiesto al commissario della Asl di Viterbo una relazione con informazioni dettagliate sull’inchiesta interna avviata sulla vicenda. “Quanto accaduto genera una forte inquietudine e necessita al più presto di esaustivi chiarimenti”, si legge in una nota della Pisana.
