Viterbo – Il documento dell’opposizione era irricevibile.
Alle polemiche successive al consiglio comunale dedicato al centro storico, al termine del quale l’opposizione ha presentato un ordine del giorno in cui proponeva fra l’altro di riportare dentro le mura gli uffici e favorire i commercianti e bocciato dalla maggioranza, il capogruppo Pd Francesco Serra, replica secco: “Conteneva una condizione per noi inaccettabile – spiega Serra – un aut aut su porta Romana, per non chiuderla mai.
Non so come andrà avanti la discussione su questo punto, se la chiuderemo e quando, ma non è accettabile che ci si obblighi a non farlo a prescindere, al di fuori di ogni considerazione e valutazione nel merito”.
Al che a Serra viene da pensare male: “Sembrava un documento confezionato apposta per non farcelo votare”. Così è stato.
La minoranza ha criticato pure il fatto che il centrosinistra si sia limitato ad approvare la relazione dell’assessore Ricci. Senza produrre un documento d’intenti sul centro storico.
“Ma la relazione è agli atti, verbalizzata e non rimane nell’aria. Non si deve per forza votare un documento. Abbiamo scelto diversamente, non presentare un ordine del giorno”.
Attorno all’assessore Alvaro Ricci il vuoto. In consiglio non è sfuggito il silenzio di suoi colleghi che comunque hanno un certo peso nelle decisioni da prendere per il centro storico. Nessuno di oro ha parlato, qualcuno ha partecipato a intermittenza alla seduta.
“Se anche altri assessori avessero parlato, non avrebbe guastato. Io nel mio appello ho chiesto l’impegno da parte di tutta la giunta. E’ chiaro che Ricci ha il suo ruolo, ma altre deleghe, come Sviluppo economico o Cultura hanno la loro importanza.
L’impegno deve essere forte da parte della maggioranza e della giunta, ma io sono convinto che ci sarà. Non per niente, nel suo intervento il sindaco Leonardo Michelini se ne è fatto carico. Noi non dobbiamo correre dietro a resistenze che per trent’anni non hanno permesso di fare nulla”.
A rovinare la festa, però, più che l’opposizione è stata la maggioranza. Quattro consiglieri, tre di Oltre le Mura (Taborri, Moltoni e Ciorba) e Livio Treta, si sono astenuti sul voto alla relazione di Ricci.
“Come è stato precisato, non è stato un gesto riferito alla relazione, ma su vicende legate alle deleghe che loro hanno”.
Non teme che si possa aprire un nuovo fronte politico, dopo quello appena chiuso con la verifica?
“No. E’ risolvibile, anzi è già risolto. Faceva parte delle piccole cose che sono state discusse in fase di verifica dal sindaco.
In pratica alcune deleghe gestite dai consiglieri, non passano più dagli assessori, ma fanno direttamente capo al primo cittadino.
Questo era stato detto e concordato, forse non ancora definito a livello d’impegno in modo ufficiale”.
Giuseppe Ferlicca
