Viterbo – (g.f.) Gli uffici comunali vanno portati all’interno del centro storico, in particolare all’ex tribunale di Piazza Fontana Grande? Manco per idea. La maggioranza a palazzo dei Priori boccia la proposta.
Va favorito il ripopolamento del centro storico con una serie di defiscalizzazioni sulle imposte e tasse comunali per gli affitti per imprese e residenti. Nemmeno se ne parla, il centrosinistra dice no.
L’imposta per l’occupazione di suolo pubblico per iniziative in centro non deve essere pagata e serve un piano finanziario per favorire i commercianti. Manco per idea. Michelini dice no.
Dopo tanti discorsi sulla valorizzazione del centro storico, in comune si sono improvvisamente impazziti, rimangiandosi le idee che avevano presentato? Tutto è possibile, visto l’andazzo a palazzo dei Priori, ma almeno stavolta non si tratta di un ripensamento.
Più semplicemente è la politica. Quella peggiore, ovviamente.
Ieri in consiglio comunale si è parlato di centro storico e alla fine l’opposizione ha presentato un documento con alcuni punti, che poi sono gli stessi che il centrosinistra intende realizzare, uno per tutti, gli uffici pubblici di nuovo dentro le mura. Tutte proposte condivisibili. Ma siccome non si tratta di buonsenso, piuttosto di politica (sempre quella peggiore), il centrosinistra ha bocciato la mozione della minoranza. Di fatto autobocciandosi.
Difficile da spiegare, ma è così che va.
In compenso, ieri la maggioranza ha bocciato il documento della parte avversaria, ma uno proprio da votare non ne aveva, tanto che hanno messo ai voti la relazione dell’assessore Alvaro Ricci. Dettagliata, esauriente, ma non scritta. Perchè Ricci l’ha solo illustrata a parole. Irrituale.
Buzzi da FdI, Santucci per Fondazione, ma anche Ubertini (FI), hanno fatto notare la stranezza, mai vista prima.
Che ci sarebbe stato un consiglio straordinario sul centro storico si sapeva da giorni, eppure il centrosinistra non ha avuto il tempo di preparare uno straccio di documento da sottoporre a votazione.
E al tempo stesso, la giunta ha fatto scena muta. A eccezione del solito Ricci, che se è l’assessore al Centro storico e quindi su di lui cade buona parte delle competenze, è pure vero che chi sta a Lavori pubblici, Cultura, Bilancio, Sviluppo economico, qualcosa da dire ce l’avrebbe Anzi. Avrebbe dovuto essere felice di contribuire a quello che al momento è il tratto distintivo dell’amministrazione Michelini, il recupero del centro.
Invece, silenzio, fra chi andava e veniva e chi faceva scena scena muta.
In comprenso la politica (sempre quella peggiore), si è fatta sentire eccome. Tre consiglieri di Oltre le Mura, Taborri, Ciorba, Moltoni e Treta della lista civica, si sono astenuti sulla relazione di Ricci.
Relazione che probabilmente nemmeno avranno ascoltato. A eccezione di Taborri, che ha spiegato le ragioni per cui si asteneva, il modo in cui si è arrivati al voto e un po’ perché se non fa casino non sarebbe Taborri, dietro al non voto degli altri ci sono dispute sulle loro deleghe, assegnate dal sindaco Michelini.
Chiedono maggiore autonomia rispetto agli assessori, uno in particolare: Fabrizio Fersini.
Ieri Treta e il vice capogruppo Pd Aldo Fabbrini si sono scambiati un paio di complimenti a fine seduta, segno che il clima non è proprio dei migliori e che il sindaco Michelini ha ancora qualche problema da risolvere nella sua maggioranza.
Il 25 marzo, giorno dell’Annunziata, si ritorna in consiglio comunale, primo punto il registro per le coppie di fatto.
Vuoi vedere che dopo nove mesi, la bocciatura sull’argomento arriverà non nel merito, ma in nome della disputa politica (sempre quella peggiore)?
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