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Parcheggio selvaggio davanti a palazzo Brugiotti

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Valerio De Nardo

Valerio De Nardo 

Una macchina parcheggiata di fronte alla scalinata di via Cavour

Una macchina parcheggiata di fronte alla scalinata di via Cavour

Una macchina parcheggiata di fronte alla scalinata di via Cavour

Una macchina parcheggiata di fronte alla scalinata di via Cavour

Viterbo – Non ho molte occasioni di frequentare il centro di Viterbo, per cui, se prendiamo come denominatore questa frequenza e come numeratore la presenza di auto parcheggiate sul marciapiede di via Cavour sotto le scalette che scendono da via Saffi, si ottiene un rapporto che è tendente all’unità.

Ciò significa che in quel piccolo slargo del marciapiede trovo più o meno sempre un’auto (non la stessa, sia chiaro) lì parcheggiata. Già un’altra volta avevo segnalato questa abitudine.

Sabato sera ci sono passato scendendo verso piazza del Comune intorno alle 20,30 e vi era una Audi bianca. Alle 23,30 quell’auto era ancora lì.

Immagino le persone che parcheggiano così: me le vedo aprire la portiera e, scendendo dall’auto, inveire contro la casta (dei politici, dei dipendenti pubblici, dei giornalisti, degli intellettuali, una qualunque a scelta), contro l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia, contro “l’sinnaco Miclini” che non ha fatto i parcheggi e vuole chiudere il centro alle auto e non fa funzionare la raccolta dei rifiuti. Dopo che hanno inveito lanciano la sigaretta ancora accesa in mezzo alla strada, tanto qualcuno pulirà…

Parcheggiare l’auto in quel modo non è contrario soltanto al codice della strada. E’ contro il codice della buona educazione e del rispetto, costringendo un disabile o una mamma con il carrozzino a scendere dal marciapiede.

E’ contro il codice del decoro, fornendo a chi viene a visitare Viterbo una immagine di degrado legata al disordine della piccola prepotenza quotidiana, insomma una splendida pubblicità per la città d’arte e di cultura.

Poiché ho assistito un’altra volta al fatto che una tale infrazione al codice della strada non venisse nemmeno sanzionata, proprio lì davanti a Palazzo Brugiotti, sede di un museo cittadino, mi chiedo se l’amministrazione comunale insieme ai dissuasori che dovrà installare nelle piazze liberate dalle auto, pensi a qualcosa, magari tre piccole colonnine che impediscano la pratica del wild parking anche in quel posto.

So che si tratterebbe di qualche centinaio di euro a carico dei viterbesi, ma dove non basta la coscienza del singolo evidentemente occorre l’intervento di chi rappresenta la collettività.

Valerio De Nardo


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