Viterbo – Mi trovo, in quest’ultimo dell’anno, in una città che mette in mostra capolavori. Così do appuntamento in mattinata a un paio di persone per andare ad ammirarli.
Scendo per via Cavour e una 500 scura è parcheggiata sul marciapiedi, all’altezza delle scalette che scendono da via Saffi, da una parte, e della strisce pedonali, dall’altra. Non soltanto un portatore di handicap o un genitore con il figlio in carrozzino, ma persino un normale pedone sono costretti a scendere dal marciapiede.
Incontro le persone a piazza del Comune e ci rechiamo verso il Gonfalone per ammirare la natività di Steiner. Seguiamo il flusso delle persone che si recano verso il quartiere medievale: non sono poche e tutte si devono schiacciare lungo i muri dei palazzi di via San Lorenzo per far passare le automobili. La situazione è a dir poco avvilente per una città d’arte e di cultura.
Torniamo indietro, andiamo in Comune e godiamo delle opere di Sebastiano del Piombo, pur se le teche che le racchiudono sono in effetti poco adatte allo spettacolo pittorico. Ma tant’è: il valore artistico di quelle opere ripaga senz’altro il visitatore.
Ci salutiamo, torno su e nello stesso punto di via Cavour, sullo stesso marciapiede di prima, è parcheggiata un’auto bianca, ben più grande della precedente. Passano tre vigilesse tre, fischiano, pare che ottengano che il mezzo venga spostato e se ne vanno via tranquillamente.
Il mezzo, intanto, rimane lì: il portatore di handicap, il bimbo in carrozzino, il pedone, possono tranquillamente attendere.
Fossi un turista, spedirei questa cartolina da Viterbo o quella della fontana di piazza delle Erbe appena restaurata e già assediata la sera dal parcheggio selvaggio.
Auguri.
Valerio De Nardo
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