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Non c’è posta per te

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Antonello Dore

Antonello Dore

La manifestazione dei postini al mercato

La manifestazione dei postini al mercato

Antonello Dore e Daniela Sabatini

Antonello Dore e Daniela Sabatini

La manifestazione dei postini al mercato

La manifestazione dei postini al mercato

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La manifestazione dei postini al mercatoq

La manifestazione dei postini al mercato

La manifestazione dei postini al mercato

La manifestazione dei postini al mercato

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Viterbo – (g.f.) – Non c’è posta per te.

I portalettere manifestano e lo fanno di sabato, giorno in cui non lavorano, per non aggravare una situazione nella consegna della corrispondenza, già pesante e noncuranti del maltempo e la pioggia.

Personale sotto organico, mentre le zone di competenza si allargano. E siccome i postini sono “contati”, succede che che quando qualcuno si ammala, la corrispondenza si fermi.

Non che a regime la situazione migliori. Alzi la mano chi non si è visto recapitare una bolletta Enel scaduta o quasi o altre missive consegnate fuori tempo massimo.

Siccome il personale scarseggia, si seleziona il tipo di corrispondenza da recapitare, come quando il postino titolare non è in servizio per malattia o altra ragione: “In questo caso – spiegano i portalettere – partono solo raccomandate 1 e telegrammi”. Il resto può attendere.

Per questo i postini hanno effettuato consegne speciali di cartoline al mercato del sabato al Sacrario e al corso, per far conoscere la difficile situazione lavorativa in cui si trovano. Cartolina consegnata pure al consigliere regiona Ncd Daniele Sabatini.

Una manifestazione organizzata da Uil e Ugl, dopo che la Cgil ha deciso di non prendervi più parte.

“A dicembre – ricorda Antonello Dore di Uil poste – hanno trasferito sie persone, perché ci sarebbe stato un esubero, ma non è così.

Negli uffici manca il personale necessario. Tutti i giorni i postini devono coprire zone sempre più ampie”.

Senza contare, come segnalano i portalettere, un sistema automatizzato che fa acqua. La mattina dovrebbero uscire per le 9.30 e iniziare la consegna, orario che non sempre viene rispettato.

A volte si arriva anche alle 11.30.

La richiesta alla dirigenza è di tornare sui propri passi e mettersi attorno a un tavolo e discutere su come riorganizzare in modo efficiente il servizio di corrispondenza.

 


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