Viterbo – Accoltellò la sorella lasciandole una lama piantata nella schiena.
Ieri mattina la condanna. L.D., trentenne lituana, sconterà sei anni di reclusione per tentato omicidio.
Lo ha deciso il gup del tribunale di Viterbo Franca Marinelli al termine del processo con rito abbreviato.
La giovane donna era stata arrestata la notte del 9 novembre scorso, dopo il trasporto della sorella 28enne all’ospedale Belcolle di Viterbo.
La ragazza accusava dolori lancinanti alla zona addominale e faticava a respirare. I sanitari hanno capito subito perché: dalle radiografie, è emerso che la 28enne aveva la lama di un coltello infilata nella schiena, in un punto delicatissimo tra il polmone e l’aorta.
Riuscì a salvarsi dopo un intervento d’urgenza per rimuovere la lama.
Le due sorelle raccontarono prima ai medici e poi alla polizia di essere state aggredite da un gruppo di ragazzi in centro storico, nei pressi della loro casa a piazza della Morte.
Ma di quel tentativo di rapina gli agenti della squadra mobile non trovarono riscontri. A casa delle due sorelle, invece, c’erano vistose tracce di sangue e, soprattutto, il manico di un coltello perfettamente compatibile con la lama piantata nella schiena della 28enne.
Dopo sei mesi, L.D. è ancora agli arresti domiciliari. Per lei, il pm Franco Pacifici aveva chiesto la condanna a dodici anni.
