Viterbo – “Capisco il disagio espresso, la gestione dei contributi 2013 e inizio 2014 per la cultura non è stata buona, se ci sono stati errori vanno sanati, ma il comune non può essere il bancomat delle associazioni”.
Il giorno dopo la minaccia di ricorso al Tar da parte delle associazioni, Antonio Delli Iaconi, di recente approdato alla Cultura, spiega il suo punto di vista e ribadisce come vuole cambiare il rapporto amministrazione comunale – associazioni.
“Lo dico con serenità – osserva Delli Iaconi – un po’ da quello che ho sentito non solo ieri, ma anche in precedenza, viene fuori un modo di essere delle associazioni, come se la loro vita fosse legata al contributo da parte del comune. Questo non può essere. Non lo era prima e non lo è nemmeno ora.
La politica culturale dell’amministrazione non può consistere nel distribuire contributi alle associazioni. Sarebbe sbagliato. L’amministrazione fissa gli obiettivi, con gli strumenti utili per realizzarli. Anche avvalendosi di competenze, alcune delle quali preziose”.
Tuttavia: “Il comune non può essere un bancomat, per cui arriva un soggetto che fa un’iniziativa e chiede soldi. E’ sbagliato come politica, ma anche per loro.
In una situazione di normalità, le associazioni svolgono la loro attività facendo conto sulle proprie risorse e in certe occasioni il comune interviene.
Limitare tutto ai soldi percepiti dall’amministrazione, è riduttivo per il loro ruolo e pure per l’azione del comune”.
Forse una consuetudine. “Magari dipende da un retaggio del passato. Immaginare d’avere linfa vitale dall’amministrazione è un errore. Altrimenti si torna al Minculpop, a una coniugazione fa politica – potere con la cultura e le organizzazioni culturali.
Tutto questo, senza tenere conto che comunque così non potrebbe essere, perché non ci sono le risorse”.
C’è però il disagio. “Lo dico per prima cosa. Lo comprendo benissimo. Fare attività di questo genere oggi non è facile, non ci sono soldi, la crisi è crisi. Molti di loro io li conosco. Riconosco quindi la fondatezza di un certo pessimismo e sfiducia.
Come del resto, probabilmente alcuni errori ci saranno stati. Non lo so. Andremo a vedere caso per caso, uno per uno. Se si è sbagliato, si è sbagliato.
Alcune segnalazioni sono state fatte anche a me e se corrispondono al vero, vanno riparate. Poi ho sentito che intendono ricorrere al Tar. Ci penseranno i giudici”.
Come lo vede il ricorso? “Il regolamento approvato, da un punto di vista della delibera è semplicissimo. Forse intendono impugnare la determina del dirigente.
La delibera di giunta stabilisce i criteri, la determina attribuisce i contributi. Non so francamente, è difficile fare valutazioni.
Se una domanda presentata non è stata presa in considerazione, è un errore materiale da sanare a prescindere dal Tar. Complicato, invece, avventurarsi su questioni tipo sono stato classificato in quarta fascia e invece meritavo la settima. Per questo non voglio più fare bandi così.
Valutare due proposte, se da una parte c’è Muti e dall’altra una banda musicale, con tutto il rispetto per la seconda, nessuno avrebbe da ridire se al primo si attribuisse un punteggio più alto. Ma mettere insieme la banda musicale con una mostra di giovani pittori, non funziona. Come fai a valutare le patate con la seta?
L’errore di fondo è stato questo. Il modo in cui è stata gestita la politica dei contributi 2013 e inizio 2014 non è certo stata buona. Tanto è vero che io non farò così, lo dico da sempre”.
Si cambia, come già anticipato. “Attraverso convenzioni e qualche bando. Nei prossimi giorni esce quello con la provincia, indirizzato essenzialmente all’area musicale.
Ovviamente non escludo la partecipazione d’associazioni, ma il bando stimolerà l’aggregazione fra soggetti. Chiediamo di presentare a chi partecipa un cartellone, un lavoro con più soggetti, per una proposta che sia armonica nei contenuti anche culturali.
Musica di vario genere, integrata con altro, come il teatro. Non il solito pot-pourri”.
Decide palazzo dei Priori. “Rivendico all’amministrazione comunale la determinazione degli obiettivi. Con la provincia, per l’estate abbiamo valutato che sia importante dare come segnale una preferenza alla musica classica. Chiediamo un’offerta complessiva.
Operiamo una scelta, non andiamo a ricasco d’altri.
E su quanto avvenuto, parleremo con i responsabili delle associazioni”.
Giuseppe Ferlicca
