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Restituiti alla città gli affreschi di Santa Maria Nuova

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Le due cappelle

Le due cappelle

L'affresco

L’affresco

L'affresco

L’affresco

L'affresco

L’affresco

Mario Moscatelli presidente del Rotary

Mario Moscatelli presidente del Rotary

Il direttore della Banca di Vitebo

Il direttore della Banca di Vitebo

Giannino Tiziani e Raffaela Saraconi

Giannino Tiziani e Raffaela Saraconi

La benedizione del vescovo Lino Fumagalli

La benedizione del vescovo Lino Fumagalli

La dottoressa Claudia Pelosi dell'Università della Tuscia

La dottoressa Claudia Pelosi dell’Università della Tuscia

Giannino Tiziani della Soprintendenza

Giannino Tiziani della Soprintendenza

Don Angelo Gargiuli

Don Angelo Gargiuli

Viterbo – (p.p.) – Restituiti alla città gli affreschi di Santa Maria Nuova (gallery – slideshow).

Sono tornate alla luce le due cappelle, Aldobrandeschi e Monaldeschi, che si trovano nella navata destra della chiesa. L’intervento è stato permesso grazie alla sinergia tra Rotary club e Banca di Viterbo. Lo scorso novembre l’avvio del cantiere affidato a Nova Art di Emanuele Ioppolo.

“Abbiamo avuto l’idea del restauro – ha detto il presidente Rotary Mario Moscatelli –, poi si è unita la Banca di Viterbo che, mostrando grande sensibilità, ha assicurato il suo contributo. Alla collaborazione si è unita anche l’università della Tuscia, che ci ha messo a disposizione le attrezzature per i rilievi. Ora la nostra ambizione, è quella di restaurare la terza cappella. Già da oggi iniziamo a raccogliere fondi con la vendita di cartoline raffiguranti l’annullo filatelico in occasione del sessantesimo anniversario del Rotary”.

Per il direttore della Banca di Viterbo Massimo Caporossi, il rischio di perdere un importante patrimonio della città deve essere scongiurato. “Il senso della nostra missione finanziaria non è da condividere solo con i nostri soci, ma mira a sostenere l’intero territorio del quale ci nutriamo e al quale vogliamo restituire ogni cosa. Soprattutto per un futuro migliore da garantire ai nostri giovani”.

Quindi l’intervento di Giannino Tiziani della Soprintendenza dei Beni storici, artistici ed etnoantropologici che ha ripercorso la storia dei due affreschi. “Sulla parete frontale della prima cappella è presente un affresco attribuito di un anonimo della scuola toscana del 1293, raffigurante la crocifissione con la Madonna, San Giovanni, Santa Barbara e San Nicola – ha detto Tiziani -. In basso, ai piedi del Crocefisso, è rappresentato il donatore dell’opera in ginocchio in preghiera.

Nella seconda cappella, adiacente alla precedente, c’è un affresco del 1400 del pittore viterbese Francesco d’Antonio Zacchi detto il Balletta, in cui è raffigurata una Crocifissione con la Madonna, San Giovanni, Sant’Ambrogio che raccomanda un chierico e alcuni angeli”.

A occuparsi delle analisi scientifica delle due opere, la dottoressa Claudia Pelosi dell’Università della Tuscia. “Lo operazioni non sono state invasive e hanno permesso di raccogliere elementi utili a una visione più approfondita degli affreschi in vista degli interventi materiali di restauro”.

Il vescovo Fumagalli, che ha dato la sua benedizione alle due opere, si è soffermato sull’importanza della collaborazione. “Dobbiamo essere uniti – ha detto il vescovo – camminare insieme e riportare Viterbo allo splendore passato ritrovando il sano orgoglio di una città più bella e più pulita”.
Scoperte le opere, è stata la volta di Emanuele Ioppolo che si è occupato del restauro. “Ci siamo occupati del preconsolidamento dell’intonaco e della pellicola pittorica. Abbiamo rimosso le stuccature cementizie e in malta non pertinenti all’opera, ripulito le superfici, la stuccatura e la microstuccatura delle lacune e delle mancanze. Infine abbiamo pensato alla reintegrazione cromatica delle lacune”.

Soddisfatti i due parroci, don Angelo Gargiuli e don Mario Brizi che hanno ringraziato tutte le persone che hanno contribuito alla sistemazione delle due cappelle. Presenti alla cerimonia, tra gli altri, il presidente della fondazione Carivit Mario Brutti, l’assessora ai Lavori pubblici Raffaela Saraconi, il rettore Alessandro Ruggieri.
Il presidente Moscatelli  ha voluto rimarcare l’assenza di uno dei protagonisti del progetto, ossia l’avvocato Luigi Manganiello, già presidente della Banca di Viterbo, scomparso lo scorso 5 maggio. “Ha sostenuto da subito e con grande entusiasmo il progetto del restauro – ha detto Moscatelli, rivolgendosi alla sala e in particolare ai figli Paolo e Antonio e alla moglie Letizia -.
Aveva sempre la battuta pronta e lasciava sempre il sorriso sul volto delle persone che lo conoscevano“. Si è unito a queste parole anche il direttore Caporossi.

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