Sorano – Tre ragazze morte sulla Commenda, fissata l’udienza preliminare.
Giuliana Zamperini, intervistata dal Tirreno, potrà avere finalmente giustizia per la morte della figlia Valentina Floriani stroncata a ventuno anni dal terribile incidente.
Con lei, il 22 aprile 2012, perdono la vita l’amica Alexandra Cracaileanu, 23enne romena, e la cugina Martina Saletti, vent’anni. Davanti siedono gli unici superstiti: Rachele Guerrini, anche lei 21enne e un giovane di nazionalità ucraina, Serhiy Hlyas.
E’ lui a guidare l’Opel Astra che si schianta sulla Commenda. Il gruppetto di amici viene da Sorano, in provincia di Grosseto. Sono diretti a Viterbo, discoteca Theatro’ per un sabato di allegria e spensieratezza. Ma in discoteca non arriveranno mai.
Il loro viaggio finisce contro un masso interrato al chilometro 6,500 della Commenda, all’1,30 di notte.
Valentina e Martina muoiono sul colpo. Solo Rachele e Hlyas si salvano. Lui viene indagato per omicidio colposo plurimo. L’indagine viene chiusa a settembre 2012. Ma ci sono tempi lunghi per arrivare al processo.
“Ancora non è stata fissata nemmeno l’udienza preliminare – aveva detto non senza amarezza la signora Giuliana, a fine aprile 2014 -. Ed è davvero una vergogna. Siamo delusi, arrabbiati, angosciati. Per noi il processo e tutta la fase giudiziaria sarà una parentesi sgradevole, non semplice da rivivere. Dovremo rivederlo in faccia Hlyas. Ma almeno ci potrebbe dare un minimo di serenità e un minimo di giustizia per queste ragazze”.
Ora l’udienza preliminare è stata fissata al tribunale di Viterbo per il 29 ottobre. La notizia è arrivata agli avvocati delle famiglie delle tre ragazze morte, che da due anni e quattro mesi aspettano.
Giuliana ha parlato l’ultima volta con Serhij davanti alla tomba di sua figlia al cimitero di Sorano. “Davanti alla tomba di mia figlia – racconta Giuliana al Tirreno – gli ho chiesto di raccontarmi la verità su quella notte, ma lui è stato evasivo. Ha farfugliato qualcosa e poi ha cercato di cambiare discorso. Da allora non ho più parlato con lui”.
Un dolore infinito che chiede solo giustizia.
“Sappiamo bene che difficilmente il suo avvocato sceglierà di andare a processo – continua Giuliana – e probabilmente questa storia si chiuderà con un patteggiamento.
Quello che vorrei però è che tutto questo dolore servisse almeno per gli altri ragazzi, per i giovani che, una volta presa la patente, devono capire che le cose possono succedere. Non devono pensare di essere invincibili. Vogliamo soltanto giustizia.
La vita che facciamo ora è un calvario, il dolore non si attenua. E vedere le foto di Serhiy su Facebook con il bicchiere in mano, sapere che si diverte, che si è rifatto una vita senza mai aver mostrato un briciolo di pentimento e senza averci mai chiesto scusa ci fa male ogni giorno di più. Saremo in tribunale solo perché nella giustizia vogliamo continuare a crederci”.





