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Esordio da brividi per Astro di rose

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Il trasporto di Astro di rose 2014

Il trasporto di Astro di rose 2014

Il trasporto di Astro di rose 2014

La benedizione dei minifacchini

Il trasporto di Astro di rose 2014

Il trasporto di Astro di rose 2014

Il trasporto di Astro di rose 2014

Mirko Fraccaro, capofacchino e ideatore di Astro di Rose

Il trasporto di Astro di rose 2014

Il trasporto di Astro di rose 2014

Il trasporto di Astro di rose 2014

Il trasporto di Astro di rose 2014

Il trasporto di Astro di rose 2014

Acqua e bevande per i minifacchini

Il trasporto di Astro di rose 2014

Il trasporto di Astro di rose 2014

Il trasporto di Astro di rose 2014

La gente affacciata ai balconi per vedere Astro di rose

Il trasporto di Astro di rose 2014

Il trasporto di Astro di rose 2014

Il trasporto di Astro di rose 2014

Il trasporto di Astro di rose 2014

Viterbo – E’ stato un esordio da brividi quello di Astro di Rose, la minimacchina che per la prima volta nella storia ha attraversato il quartiere di santa Barbara (videofotogallery: il trasporto –  slide i minifacchini – slide).

Un vortice di rose rosse arrampicato su un cono grigio-argento a salire su, in alto, fino alla statua della piccola Rosa. E sotto più di cento bambini a portarla in trionfo: 63 sotto la macchina, gli altri a formare un lungo e compatto corteo bianco e rosso.

Il più piccolo non ha ancora due anni, li compie a novembre, ma veste già fiero la divisa con la fascia in vita e lo scudetto del sodalizio dei facchini di santa Rosa sul petto. I più grandi sembrano già uomini ed è sulle loro spalle che si regge gran parte della struttura di Astro di rose.

Prima della partenza il saluto delle autorità. Il presidente del sodalizio dei facchini Massimo Mecarini si è rivolto ai più piccoli ricordando che loro “sono il futuro della tradizione e della città intera”. Dello stesso parere il capofacchino Sandro Rossi che però ha aggiunto un particolare da tenere a mente. “Questa fatica – ha detto – la fate, e la faremo anche noi il 3 settembre, solo per santa Rosa. Non lo dimenticate mai”.

“Il primo trasporto della minimacchina di santa Barbara – ha detto invece il sindaco Michelini – è la prova che credere negli artigiani e nelle cose fatte con il cuore porta a realizzare grandi cose. Un primo passo che segna il grande spirito di iniziativa e di identità di questo quartiere e dei suoi abitanti”.

Infine il parroco don Claudio Sperapani e il vescovo Lino Fumagalli. Poche parole di augurio e la benedizione. I minifacchini si inginocchiano, chiudono gli occhi e stanno in silenzio. Poi il solito grido: Evviva santa Rosa!

Ora è tutto pronto e tutto torna nelle mani di chi Astro di rose l’ha pensata, costruita ed è pronto a guidarla: Mirko Fraccaro. E’ teso anche lui, quanto o forse più del suo piccolo grande esercito.

Il primo “Sollevate e fermi” lascia tutti a bocca aperta. I minifacchini, che fino a pochi minuti prima sembravano così piccoli e impacciati, si trasformano. A denti stretti si preparano allo sforzo. Non sono più bambini vivaci e incontenibili, sono piccoli grandi uomini con gli occhi emozionati, che sanno bene quello che fanno. E quell’emozione non è soltanto loro, ma anche delle centinaia di persone che sono lì per applaudirli e incoraggiarli.

“Astro di rose” si muove e la folla la acclama. E’ bellissima: nuova, ma con molti richiami al passato che la rendono già familiare. C’è l’imponenza di Volo d’angeli, il gioco di archi di Spirale di fede e la base solida di Armonia celeste.

La prima sosta è già un trionfo. Ma tante ne devono arrivare ancora. Sono undici in tutto e benché il percorso non sia impervio, la fatica è tanta. La minimacchina è alta nove metri e settanta centimetri e pesa circa cinque quintali.

Il caldo e la stanchenzza si fanno sentire, ma il quartiere è così unito e compatto che ad aiutare i minifacchini non ci sono solo gli addetti al trasporto. Dai bar e dalle case chiunque porta in strada bottiglie d’acqua e succhi di frutta. Gli infermieri e i volontari massaggiano la spalla a qualche minifacchino dolorante. E poi si riparte. Un altro tratto, un altro sforzo.

Tantissime le persone che assistono sui marciapiedi e dai balconi dei palazzi.

Per Mirko Fraccaro è la realizzazione di un sogno. Lui, che il 3 settembre dà tutto se stesso sotto la macchina “dei grandi”, è l’ideatore e il realizzatore di questo piccolo grande miracolo.

Da ieri anche santa Barbara ha la sua minimacchina e quell’aria di festa, che di solito  in periferia arriva un po’ affievolita, è esplosa più prorompente che mai.

Francesca Buzzi


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