Viterbo – E’ stato un esordio da brividi quello di Astro di Rose, la minimacchina che per la prima volta nella storia ha attraversato il quartiere di santa Barbara (video – fotogallery: il trasporto – slide – i minifacchini – slide).
Un vortice di rose rosse arrampicato su un cono grigio-argento a salire su, in alto, fino alla statua della piccola Rosa. E sotto più di cento bambini a portarla in trionfo: 63 sotto la macchina, gli altri a formare un lungo e compatto corteo bianco e rosso.
Il più piccolo non ha ancora due anni, li compie a novembre, ma veste già fiero la divisa con la fascia in vita e lo scudetto del sodalizio dei facchini di santa Rosa sul petto. I più grandi sembrano già uomini ed è sulle loro spalle che si regge gran parte della struttura di Astro di rose.
Prima della partenza il saluto delle autorità. Il presidente del sodalizio dei facchini Massimo Mecarini si è rivolto ai più piccoli ricordando che loro “sono il futuro della tradizione e della città intera”. Dello stesso parere il capofacchino Sandro Rossi che però ha aggiunto un particolare da tenere a mente. “Questa fatica – ha detto – la fate, e la faremo anche noi il 3 settembre, solo per santa Rosa. Non lo dimenticate mai”.
“Il primo trasporto della minimacchina di santa Barbara – ha detto invece il sindaco Michelini – è la prova che credere negli artigiani e nelle cose fatte con il cuore porta a realizzare grandi cose. Un primo passo che segna il grande spirito di iniziativa e di identità di questo quartiere e dei suoi abitanti”.
Infine il parroco don Claudio Sperapani e il vescovo Lino Fumagalli. Poche parole di augurio e la benedizione. I minifacchini si inginocchiano, chiudono gli occhi e stanno in silenzio. Poi il solito grido: Evviva santa Rosa!
Ora è tutto pronto e tutto torna nelle mani di chi Astro di rose l’ha pensata, costruita ed è pronto a guidarla: Mirko Fraccaro. E’ teso anche lui, quanto o forse più del suo piccolo grande esercito.
Il primo “Sollevate e fermi” lascia tutti a bocca aperta. I minifacchini, che fino a pochi minuti prima sembravano così piccoli e impacciati, si trasformano. A denti stretti si preparano allo sforzo. Non sono più bambini vivaci e incontenibili, sono piccoli grandi uomini con gli occhi emozionati, che sanno bene quello che fanno. E quell’emozione non è soltanto loro, ma anche delle centinaia di persone che sono lì per applaudirli e incoraggiarli.
“Astro di rose” si muove e la folla la acclama. E’ bellissima: nuova, ma con molti richiami al passato che la rendono già familiare. C’è l’imponenza di Volo d’angeli, il gioco di archi di Spirale di fede e la base solida di Armonia celeste.
La prima sosta è già un trionfo. Ma tante ne devono arrivare ancora. Sono undici in tutto e benché il percorso non sia impervio, la fatica è tanta. La minimacchina è alta nove metri e settanta centimetri e pesa circa cinque quintali.
Il caldo e la stanchenzza si fanno sentire, ma il quartiere è così unito e compatto che ad aiutare i minifacchini non ci sono solo gli addetti al trasporto. Dai bar e dalle case chiunque porta in strada bottiglie d’acqua e succhi di frutta. Gli infermieri e i volontari massaggiano la spalla a qualche minifacchino dolorante. E poi si riparte. Un altro tratto, un altro sforzo.
Tantissime le persone che assistono sui marciapiedi e dai balconi dei palazzi.
Per Mirko Fraccaro è la realizzazione di un sogno. Lui, che il 3 settembre dà tutto se stesso sotto la macchina “dei grandi”, è l’ideatore e il realizzatore di questo piccolo grande miracolo.
Da ieri anche santa Barbara ha la sua minimacchina e quell’aria di festa, che di solito in periferia arriva un po’ affievolita, è esplosa più prorompente che mai.
Francesca Buzzi
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