Viterbo – “Sta zitto sennò ritorno in carcere”. “Questo gioco è un segreto che deve restare tra di noi”. “Facciamo un bel giochino e costruiamo una capannina con le coperte”.
Con queste frasi, G.D. operaio di Bracciano di anni 34, avrebbe adescato il nipotino di meno di dieci anni e il suo amichetto che lo andava a trovare a casa per giocare. Scuse usate dall’uomo per andare oltre e compiere atti sessuali sulle due piccole vittime.
Ieri, per questo, l’uomo è stato arrestato dalla squadra mobile di Viterbo, coordinata da Fabio Zampaglione. Gli agenti hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari a carico del 34enne, emessa dal gip del tribunale di Viterbo Franca Marinelli, per l’indagine coordinata dal pm Capezzuto.
Con la scusa di costruire una capannina con le coperte per giocare, infatti, li avvicinava e poi li portava in camera da letto. Lì dentro, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, l’uomo toccava e si faceva toccare dai piccoli sopra e sotto i vestiti.
Poi gli chiedeva di tenere il segreto di “quel gioco fatto tra di loro” e li minacciava di stare zitti per evitare di tornare in carcere. G.D., infatti, aveva già scontato una pena detentiva per lo stesso tipo di reato commesso ai danni di un minore in provincia di Roma ed era stato scarcerato nei primi giorni di luglio 2013.
Le indagini dei poliziotti sono scattate a gennaio dopo la segnalazione della madre dell’amichetto del piccolo che si era rivolta ai servizi sociali in seguito ai racconti del figlio.
Solo dopo, l’attenzione degli investigatori si è concentrata anche sul nipote dell’uomo, figlio della sorella, con il quale il 34enne pare avesse un bel rapporto, ma che poi si è rivelato tra le vittime.
Continuano gli accertamenti della mobile su altri frequentatori della casa del piccolo.

